Se la badante non serve più. Ora c’è ‘GiraffPlus’ il robot che assiste a casa gli anziani

Se la badante non serve più. Ora c’è ‘GiraffPlus’ il robot che assiste a casa gli anziani

Se la badante non serve più. Ora c’è ‘GiraffPlus’ il robot che assiste a casa gli anziani
Presentata oggi a Roma la conclusione del progetto ‘GiraffPlus’ finanziato dalla commissione europea. Attraverso un robot collegato con una rete di sensori distribuiti nell’ambiente domestico, si potranno monitorare le attività della vita quotidiana e trasmettere via internet i dati fisiologici dell’anziano, come per esempio la pressione arteriosa e la glicemia. IL VIDEO

Non sarà ancora il famoso ‘Uomo bicentenario’ del racconto di Isaac Asimov da cui è stato tratto anche un film con Robin Williams, ma l’era dei robot che entrano in casa per assisterci è ormai iniziata. Dopo tre anni di studi è pronto a sbarcare sul mercato ‘GiraffPlus’ un robot di telepresenza collegato con una rete di sensori distribuiti nell’ambiente domestico, con cui si potranno monitorare e immagazzinare le attività della vita quotidiana e trasmettere via internet i dati fisiologici dell’anziano, come per esempio la pressione arteriosa, battito cardiaco e la glicemia. Ma non solo, il robot, rileva anche gli spostamenti all’interno dell’abitazione, rileva per esempio eventuali cadute (con annessa comunicazione ai contatti inseriti nella rubrica), fughe di gas o porte che rimangono aperte e aiuta anche l’anziano a ricordarsi le terapie e gli orari delle visite. Inoltre, il robot è dotato di uno schermo attraverso cui si può interagire visivamente (in un modo simile a Skype) con i propri parenti o con il personale sanitario. Attraverso il touchscreen e anche con un piccolo telecomando si possono anche scambiare messaggi, inviare segnali d’aiuto e perché no, anche ascoltare musica o guardare film.
 
Il progetto, le cui conclusioni sono state presentate oggi a Roma, è stato finanziato dalla commissione Ue con circa 3 milioni di euro ed è frutto del lavoro di un consorzio europeo, guidato dall'Università di Örebro in Svezia e che ha visto la partecipazione attiva per l’Italia del Centro nazionale delle ricerche (Cnr) e della Asl Roma A. Il robot è già stato installato e valutato in almeno 15 abitazioni di persone anziane distribuite tra Svezia, Italia e Spagna che hanno inviato i loro feedback, e vuole essere un supporto alle normali attività giornaliere per le persone anziane.
 
In ogni caso, i servizi offerti dal sistema possono essere selezionati a priori secondo i bisogni di ogni singola situazione ed è possibile personalizzarne i requisiti tenendo in considerazione le esigenze degli utenti coinvolti, siano essi persone anziane o figure professionali di assistenza.
 
L’obiettivo però, non è quello di sostituire l’apporto umano e l’aiuto nei confronti degli anziani, ma di migliorare l’indipendenza di chi vive da solo e cerca solamente uno strumento più semplice e veloce per mettersi in contatto con amici, parenti o da una figura professionale autorizzata, in caso di bisogno.
 
Il progetto rappresenta uno strumento per gestire l'isolamento e creare sicurezza – ci ha spiegato il capo progetto, Stephen Von Rump -. In questo modo si intende migliorare la qualità della vita, nonché favorire l’indipendenza della persona anziana. Ma voglio precisare che il robot non sostituisce le persone, bensì le unisce”.
 
Per quanto riguarda i costi, la cifra per un esemplare si aggira intorno ai 4.000 euro ma l’idea è quella di una commercializzazione che possa prevedere anche un utilizzo a tempo o attraverso il pagamento di un canone. “La cifra all’inizio può sembrare elevata – ha specificato Von Rump – ma anche i primi computer costavano moltissimo ed è chiaro che più si andrà avanti e si ragionerà su grandi numeri, i costi scenderanno. Ma, soprattutto, dobbiamo ragionare nell’ottica del beneficio che la tecnologia può apportare alle nostre vite. E in questo caso il contributo è molto elevato”. 
 
 
 
Luciano Fassari

Luciano Fassari

27 Febbraio 2015

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