Biotech. Aringhieri (Farmindustria): “L’Italia raccolga le sfide globali e favorisca le condizioni per continuare a essere player di primo piano”

Biotech. Aringhieri (Farmindustria): “L’Italia raccolga le sfide globali e favorisca le condizioni per continuare a essere player di primo piano”

Biotech. Aringhieri (Farmindustria): “L’Italia raccolga le sfide globali e favorisca le condizioni per continuare a essere player di primo piano”
E' l'appello lanciato dal presidente del Gruppo Biotecnologie nel corso del Festival della Scienza Medica di Bologna. “Se oggi circa la metà dei farmaci in sviluppo è biotech, nel 2025 si stima lo sarà il 75%. Il biotech è l’avanguardia di un futuro già iniziato”. 

“Nuove speranze di cura, trattamenti sempre più innovativi, opportunità per la crescita industriale e scientifica del Paese. Ecco quello che rappresenta il biotech, punta di diamante di un’industria di eccellenza chiamata a rispondere a mutamenti profondi dal punto di vista sociale e sanitario, tra i quali l’allungamento progressivo della vita media e l’insorgenza di patologie che necessitano di approcci di cura sempre più specializzati e innovativi". È quanto ha dichiarato Eugenio Aringhieri presidente del Gruppo Biotecnologie di Farmindustria, nel corso del convegno Innovazione e biotecnologie per una vita migliore e più lunga – alla presenza di molti studenti – in programma oggi all’interno del Festival della Scienza Medica di Bologna.

“In Italia – calcola Aringhieri – operano circa 200 imprese nel settore del farmaco biotech, con quasi 4.000 addetti in R&S e oltre 7 miliardi di fatturato. L’innovazione ormai è sempre più biotech, come dimostra il numero crescente di medicinali biotecnologici in sviluppo. Che interessano molte aree terapeutiche, tra cui quelle oncologica, cardiovascolare, infettivologica, epatica ed endocrina. Medicinali che spesso sono l’unica possibilità di trattamento per patologie rilevanti e diffuse come anemia, fibrosi cistica e alcune forme di tumore. E che rappresentano anche la principale risposta alle malattie rare, perlopiù di origine genetica. Se oggi circa la metà dei farmaci in sviluppo è biotech, nel 2025 si stima lo sarà il 75%".

Nel contesto globale, conclude, l’Italia "deve saper raccogliere la sfida e favorire le condizioni per continuare ad essere un player di primo piano, con le sue molte eccellenze in grado di formare un network competitivo per affrontare e vincere le nuove sfide della Ricerca. E il biotech è l’avanguardia di un futuro già iniziato”.
 

08 Maggio 2015

© Riproduzione riservata

Carenza di due chemioterapici. Aifa segnala stop a ifosfamide e ciclofosfamide fino al 2027
Carenza di due chemioterapici. Aifa segnala stop a ifosfamide e ciclofosfamide fino al 2027

L'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato due comunicazioni urgenti relative alla carenza di due farmaci chemioterapici essenziali: Holoxan (ifosfamide) ed Endoxan (ciclofosfamide). Entrambi i prodotti, utilizzati nel trattamento di diversi tipi di tumore,...

Biotecnologie. Il Biotecnopolo di Siena rilancia il Made in Italy della ricerca. Schillaci: “Settore strategico”
Biotecnologie. Il Biotecnopolo di Siena rilancia il Made in Italy della ricerca. Schillaci: “Settore strategico”

“Le biotecnologie stanno trasformando profondamente la medicina contemporanea e rappresentano un ambito strategico per lo sviluppo scientifico, sanitario e industriale dell’Italia”. Lo ha sottolineato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci,...

Giornata mondiale della malattia di Chagas. Donne e gravidanza al centro: stop allo stigma e screening per prevenire la trasmissione congenita
Giornata mondiale della malattia di Chagas. Donne e gravidanza al centro: stop allo stigma e screening per prevenire la trasmissione congenita

Superare una visione riduttiva della donna come semplice veicolo di trasmissione congenita e riconoscerne il ruolo pieno nella salute pubblica. È questa la sfida al centro della Giornata mondiale della...

Diabete tipo 2. In arrivo una nuova classificazione. Sid: “Intervenire prima per cambiare il futuro”
Diabete tipo 2. In arrivo una nuova classificazione. Sid: “Intervenire prima per cambiare il futuro”

Superare il termine “pre-diabete” e introdurre una classificazione in stadi del diabete di tipo 2: è la proposta al centro del dibattito scientifico internazionale, rilanciato anche da The Lancet Diabetes...