Audit clinico: come migliorare le cure in sicurezza

Audit clinico: come migliorare le cure in sicurezza

Audit clinico: come migliorare le cure in sicurezza
Dal ministero della Salute arriva il primo manuale per promuovere l’utilizzo sistematico e continuativo dell’Audit clinico. Rivolto agli operatori è stato realizzato in collaborazione con Fnomceo, Fofi e Ipasvi. Con l’auspicio che Regioni lo inseriscano tra gli indirizzi da dare ai Dg delle strutture sanitarie e ai rappresentanti istituzionali delle professioni sanitarie.

Promuovere, in tutti gli ambiti del Ssn, l’utilizzo sistematico e continuativo dell’Audit clinico per sviluppare la capacità di valutare, innovare e rispondere, in una realtà in continuo cambiamento, alle aspettative dei pazienti e dei professionistiattraverso una trasparente comunicazione, indispensabile per mantenere rapporti di fiducia sulla qualità delle cure offerte e ricevute.
È questo l’obiettivo del Manuale “L’Audit clinico”, realizzato dal Dipartimento della qualità – Direzione generale della programmazione sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema del Ministero della Salute, in collaborazione con le Federazioni nazionali degli Ordini dei medici chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), degli Ordini dei farmacisti Italiani (Fofi) e con la Federazione nazionale Collegi infermieri (Ipasvi).
Il Manuale redatto con l’obiettivo di proporre la specifica metodologia in forma rigorosasviluppa le varie fasi di un audit clinico e offre agli operatori sanitari un’opportunità per impegnarsi, con professionisti esperti, in un metodo per migliorare la qualità delle cure, l’acquisizione di conoscenze e competenze, la promozione della cultura della qualità e della sicurezza e creare un clima di fiducia tra i professionisti.
Per il ministero è opportuno che la sua applicazione venga incoraggiata a livello locale, regionale e nazionale attraverso le modalità ritenute più idonee quali la formazione, anche sul campo, e l’inserimento negli obiettivi di budget. Alla luce di queste considerazioni, la Salute auspica che le Regioni inseriscano, tra gli indirizzi da fornire ai Direttori generali delle strutture sanitarie e ai rappresentanti istituzionali delle professioni sanitarie, l’utilizzo sistematico e continuativo dell’Audit clinico.
Nel Manuale è inserita la “Carta dell’audit clinico”, un decalogo nel quale vengono focalizzati gli aspetti chiave per l’appropriata “road map” dell’audit.
1. Inquadramento generale. Specifica le linee generali dell’audit clinico, gli obiettivi, le sfide, i rischi, gli ambiti e il piano d’azione nel processo di miglioramento della qualità della struttura.
2. Potere decisionale. Vengono definiti i margini operativi e le decisioni da adottare che devono essere convalidate dalla direzione aziendale.
3. Ruolo dei componenti del gruppo. Vengono definiti il ruolo e le responsabilità del leader e di ciascun componente del gruppo e le relazioni all’interno del gruppo.
4. Conduzione dell’audit clinico. Viene definita la modalità di gestione partecipativa, basata sulla mobilitazione delle competenze, sulla fiducia e sulla responsabilità di ciascuno.
5. Monitoraggio. Vengono programmati dal leader, in collaborazione con il gruppo, la tempistica, gli strumenti e i metodi del monitoraggio nelle diverse fasi.
6. Accessibilità delle informazioni. Vengono rese disponibili ai componenti del gruppo, secondo modalità definite, le informazioni necessarie per la realizzazione delle attività prestabilite.
7. Confidenzialità. Chiunque sia coinvolto nell’audit deve essere a conoscenza delle regole di riservatezza secondo la normativa vigente.
8. La comunicazione. La comunicazione è strutturata sia all’interno che all’esterno del gruppo. La comunicazione interna deve favorire la partecipazione, l’adesione alle attività e la motivazione dei professionisti.
9. Le risorse. Le risorse necessarie sono materiali (spazi e strumenti) e umane. È necessario informare la direzione e i responsabili dei reparti/dipartimenti rispetto ai partecipanti e all’impegno di tempo richiesto.
10. Le regole di comportamento. Le attività devono essere svolte secondo precisi requisiti di comportamento ed in conformità alle richieste ( rispetto delle scadenze, aderenza alla mission aziendale, conflitti di interesse.)

01 Giugno 2011

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