Manovra. Governo risponde all’UE: “Non verrà cambiata”

Manovra. Governo risponde all’UE: “Non verrà cambiata”

Manovra. Governo risponde all’UE: “Non verrà cambiata”
"Il Governo italiano continuerà nel dialogo costruttivo e leale così come disciplinato dalle regole istituzionali che governano l'area euro. Il posto dell'Italia è nell'area euro. Pronti a intervenire se deficit e debito dovessero andare oltre le stime". Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria nella lettera di risposta inviata al vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis e al commissario agli affari economici Pierre Moscovici. LA LETTERA

"Pur riconoscendo la differenza delle rispettive valutazioni, il Governo italiano continuerà nel dialogo costruttivo e leale così come disciplinato dalle regole istituzionali che governano l'area euro. Il posto dell'Italia è nell'area euro". Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria nella lettera di risposta inviata al vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis e al commissario agli affari economici Pierre Moscovici. 
 
Tria poi replica alle tre questioni sollevate da Dombrovskis e Moscovici nella loro lettera relative alla deviazione del saldo strutturale rispetto a quanto prescritto dal Patto di Stabilità, alla riduzione del debito e alla mancata validazione dell'Upb delle previsione contenute nel Def. "Per quanto riguarda il sentiero del saldo strutturale, il Governo italiano – scrive Tria – è cosciente di aver scelto un'impostazione della politica di bilancio non in linea con le norme applicative del Patto di Stabilità e Crescita. È stata una decisione difficile ma necessaria alla luce del persistente ritardo nel recuperare i livelli di Pil pre-crisi e delle drammatiche condizioni economiche in cui si trovano gli strati più svantaggiati della società italiana. Il Governo intende inoltre attuare le parti qualificanti del programma economico e sociale su cui ha ottenuto la fiducia del Parlamento italiano".
 
"La Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, e la Relazione al Parlamento a esso allegata, chiariscono che il Governo prevede di discostarsi dal sentiero di aggiustamento strutturale nel 2019 ma non intende espandere ulteriormente il deficit strutturale nel biennio successivo e si impegna a ricondurre il saldo strutturale verso l'obiettivo di medio termine a partire dal 2022. Qualora il Pil dovesse ritornare al livello pre-crisi prima del previsto, il Governo intende anticipare il percorso di rientro".

Quanto alla ''regola del debito'' Tria osserva. "Il Governo considera le condizioni macroeconomiche e sociali attuali particolarmente insoddisfacenti a un decennio dall'inizio della crisi e reputa necessario imprimere un'accelerazione alla crescita. La dinamica del Pil è ovviamente cruciale quando si valutano gli sviluppi del rapporto debito/Pil. Inoltre, va sottolineato il calo significativo di tale rapporto previsto per il prossimo triennio, a differenza di quanto sperimentato dalle finanze pubbliche italiane nell'ultimo decennio. Tale evoluzione è frutto delle misure a favore della crescita che verranno introdotte con la prossima legge di bilancio. Tra queste il rilancio degli investimenti pubblici che godrà non solo di maggiori risorse finanziarie ma di semplificazioni normative e di nuovi strumenti di capacity building che faciliteranno la loro esecuzione in tempi brevi".
 
Infine, quanto alle previsioni macroeconomiche programmatiche e alla mancata validazione da parte dell''Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), Tria ricorda che "la legislazione italiana prevede che in caso di non validazione del quadro macroeconomico da parte dell'Upb il Governo sia tenuto ad adeguarsi alle previsioni dell'Upb o a spiegare le ragioni che lo inducono a confermare le proprie previsioni (conformità o spiegazione). A seguito della mancata validazione da parte dell'Upb il Governo ha quindi spiegato in Parlamento i motivi per cui si è ritenuto opportuno confermare le previsioni contenute nella Nota di aggiornamento. Va ricordato, in ogni caso, che la Commissione europea, con il Rapporto del 22 febbraio 2017, non sembra aver contestato la correttezza di questa procedura".  

22 Ottobre 2018

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