Distrofia muscolare. Associazioni preoccuipate per i tagli della manovra al Servizio Civile

Distrofia muscolare. Associazioni preoccuipate per i tagli della manovra al Servizio Civile

Distrofia muscolare. Associazioni preoccuipate per i tagli della manovra al Servizio Civile
L’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare è preoccupata per il taglio del 3% dei fondi previsto dalla Manovra. “Se non interverranno modifiche, il prossimo anno i fondi a disposizione saranno sufficienti per poco più di 20mila giovani, meno della metà di quelli inseriti negli ultimi bandi nazionali”.

Il Servizio Civile è un’esperienza formativa e di impegno che ogni anno coinvolge migliaia di giovani nell’affiancamento delle organizzazioni non profit, che garantiscono servizi a persone con disabilità, anziane, non autosufficienti. Si tratta di servizi essenziali, che migliorano la qualità della vita di tutta la comunità.

Dal 2001, anno della sua nascita, sono più di 400.000 i giovani che sono stati avviati al Servizio Civile: “È un istituto che andrebbe incentivato e potenziato in quell’ottica di sussidiarietà prevista dalla nostra stessa Costituzione – dichiara Marco Rasconi, presidente nazionale dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare – oltre che per l’impatto che ha su tante famiglie. Al contrario, stiamo assistendo a un ulteriore passo indietro che vogliamo segnalare e evitare.
 
Grazie ai volontari del Servizio Civile in questi anni abbiamo potuto realizzare percorsi per l’autonomia personale delle persone con disabilità neuromuscolari, sostenendo il diritto allo studio, al lavoro e a una vita indipendente. È una risorsa preziosa per il nostro Paese perché educa i giovani ai principi della solidarietà, della partecipazione, dell’inclusione sociale”.
 
Le preoccupazioni derivano “dalla lettura del disegno di Legge di bilancio per il 2019. Nel testo all’esame delle Camere è previsto un taglio del 3% dei fondi: per il 2019 è di 4,1 milioni di euro il taglio previsto dai fondi ordinari stabiliti dal precedente Governo. Mancano inoltre all’appello altri 150 milioni di euro che quest’anno hanno permesso di aprire il bando di Servizio Civile a circa 53.000 giovani. Secondo le stime più credibili fornite dalla CNESC – Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, se non interverranno modifiche, il prossimo anno i fondi a disposizione saranno sufficienti per poco più di 20mila giovani, meno della metà di quelli inseriti negli ultimi bandi nazionali. La riduzione del numero dei giovani del Servizio Civile avrà delle ricadute importanti sulle persone che saranno private del sostegno dato dal contributo dei volontari”.

“È un segnale molto negativo verso i giovani e verso chi ha la necessità del loro sostegno. E anche relativamente ai rapporti fra non profit e istituzioni – conclude Marco Rasconi – Per questo motivo rivolgiamo un appello bipartisan al Parlamento perché venga almeno ripristinata la dotazione precedente per il Servizio Civile. Chiediamo una riflessione più ampia che ne incentivi e potenzi il ruolo e l’impegno, per renderlo strumento utile alla crescita dell’Italia”.

12 Novembre 2018

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