Azzeramento Css. Lorenzin a Grillo: “Spero non sia un modo per punire chi è stato fortemente pro-vax nel dibattito pubblico”

Azzeramento Css. Lorenzin a Grillo: “Spero non sia un modo per punire chi è stato fortemente pro-vax nel dibattito pubblico”

Azzeramento Css. Lorenzin a Grillo: “Spero non sia un modo per punire chi è stato fortemente pro-vax nel dibattito pubblico”
L’ex Ministro della Salute interviene dopo l’azzeramento del Css da parte del Ministro Grillo. E poi Lorenzin manda un messaggio: “Giulia, non ti far portare via il Ministero della Salute dalla Lega trasferendolo al Mef e alle Regioni”.

“Voglio fare un appello al Ministro della Salute: Giulia, non ti far portare via il Ministero della Salute dalla Lega trasferendolo al Mef e alle Regioni. Non è solo una questione politica. Il Ministero deve fare politiche di economia sanitaria, altrimenti torniamo a quella fase in cui il Mef da una parte e le e Regioni dall’altra hanno fatto una sorta di “spezzatino” aumentando le differenze tra sud e nord nell’accesso alle terapie, che sono la vera diseguaglianza. Così Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare ed ex ministro della Salute intervenendo in diretta su Fb con Roberto Giachetti
 
“Hanno detto di aver vincolato 2 miliardi al Patto della Salute – ha aggiunto Lorenzin- ma all’appello manca circa un miliardo e ci troveremo sotto la soglia minima di sostenibilità del sistema sanitario, come ci hanno segnalato tutti in audizione nonostante avessero vincolato una spesa di 17 miliardi. In questo Patto della Salute c’è solo l’ordinaria amministrazione, nessun impegno forte per le grandi sfide, aggiornamento Lea, assunzione del personale sanitario, sblocco del turn over, non c’è una programmazione per l’accesso alle terapie, la sfida demografica, i cambiamenti climatici, la ricerca scientifica, l’innovazione, l’industria legata alla salute, che è un settore che produce il 12% del Pil del Paese. Nell’emendamento presentato ieri dal Governo c’è invece un Ministero che si spoglia delle sue competenze rispetto al fondo per i farmaci innovativi e le dà al Mef: in Europa ci si batte affinché la politica del farmaco la faccia il Ministero della Salute, mettendo dunque al centro la salute dei pazienti e non il business o motivi di ragioneria e costi, mentre da noi si fa l’opposto. Si rinuncia così a una visione organica della politica sanitaria che persino gli Usa, il Paese più federalista in assoluto, hanno. Non c’è poi nulla riguardo la ricerca biomedica, nulla per finanziare i nostri Ircs che rappresentano un modello unico al mondo”.
 
“Sull’azzeramento del Consiglio Superiore di Sanità- ha concluso – capisco che si tratta di una competenza del Ministro. Ma non sbandieriamo cose che non esistono nella realtà: che bisogno c’è di parlare in maniera così sguaiata di cv di persone che tra l’altro sono professionalità eccelse e di dire che i componenti nuovi verranno selezionati in base al curriculum. Ma perché gli uscenti come sono stati selezionati? Mi auguro che vengano scelte figure altrettanto autorevoli e pro scienza e non sia un modo per punire chi è stato fortemente pro-vax nel dibattito pubblico italiano. Spero che all’interno ci sia uguale rappresentanza del mondo scientifico femminile del Paese".
 

 

04 Dicembre 2018

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