Riforma sanitaria FVG. Iniziato l’esame in Aula. Si andrà avanti ad oltranza

Riforma sanitaria FVG. Iniziato l’esame in Aula. Si andrà avanti ad oltranza

Riforma sanitaria FVG. Iniziato l’esame in Aula. Si andrà avanti ad oltranza
Relatori di maggioranza Ivo Moras (Lega) e Piero Camber (FI), di minoranza Mariagrazia Santoro (Pd) e Andrea Ussai (M5S). TRa le novità, la creazione di un’Azienda regionale di coordinamento per la salute (Arcs), che dal 1° gennaio 2019 succederà all’Egas, poi tre Aziende di area vasta a ci si affiancheranno l’Irccs Burlo e l’Irccs Cro. Il via libera è atteso tra oggi e domani mattina. IL TESTO ENTRATO IN AULA

Iniziato, in Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, l’esame del Ddl di riforma sanitaria che dovrebbe definitivamente mandare in pensione la riforma approvata solo pochi anni fa dalla precedente giunta Dem. Il via libera è atteso tra stasera e domani mattina. Per aspettare di conoscere i risultati bisognerà aspettare stasera o domani, con l’approvazione del provvedimento, sul quale i lavori dell’aula andranno avanti ad oltranza.

Relatori di maggioranza Ivo Moras (Lega) e Piero Camber (FI), di minoranza Mariagrazia Santoro (Pd), Andrea Ussai (M5S) e Simona Liguori (Gruppo dei Cittadini).

Introducendo il documento, Moras ha parlato dell’obiettivo di “fornire risposte adeguate agli utenti, migliorare l'assistenza in tutto il territorio regionale, garantire una qualità di assistenza ospedaliera più elevata, valorizzare il ruolo dei distretti sanitari e perseguire un'innovazione clinico-professionale ed organizzativo-gestionale capace di valorizzare gli operatori del sistema”, il tutto “restituendo centralità alla persona, garantendo uniformità e sostenibilità delle cure, continuità nei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali”.

Per Camber il provvedimento “segna l'inizio di un percorso che dovrà sia porre mano alla razionalizzazione del sistema normativo regionale dedicato alla sanità, semplificandolo e ordinandolo in un testo unico, sia intervenire sul sistema dell'offerta con puntuali provvedimenti di riqualificazione dei servizi”. “L'orizzonte a cui guardiamo – è stata la chiosa del relatore – deve avere il coraggio della lungimiranza e della trasparenza e deve aprire, per il Ssr, un tempo di rinnovamento e di ricerca dell'eccellenza che richiederà a ciascuna comunità e a ciascun attore la capacità di rinunciare a posizioni legate a interessi di settore, di parte o personali”.

Per la relatrice di minoranza Santoro (Pd) “dopo le feroci critiche e la durissima campagna elettorale sulla sanità, il disegno di legge di riforma, nonostante i proclami, non contiene l'annunciata separazione tra ospedale e territorio. E' una marcia indietro positiva, ha vinto la linea della precedente riforma, ha vinto il buonsenso”, ha commentato Santoro.

Per il Pd “sarebbe stato meglio attendere un periodo di assestamento delle cinque aziende, istituendo nel frattempo la cosiddetta azienda zero, idea condivisibile nel principio”.

Per Santoro “mescolare la fase preparatoria, alla gestione ordinaria, alla riorganizzazione territoriale, all'avvio della nuova gestione rischia di essere un micidiale mix esplosivo per un sistema già molto tirato”. Il Gruppo del Partito Democratico ha votato in Commissione contro questa proposta “e – conclude Santoro -, se non verrà modificata accogliendo la nostra proposta “dei due tempi”, voterà convintamente contro anche in Aula. Come detto, non si tratta di un voto pregiudiziale, ma di una valutazione oggettiva della situazione attuale”.

Ussai ha fatto sapere che il M5S saluta “con favore la nascita della cosiddetta "Azienda zero", che rafforzerà il governo e la valutazione del nuovo Sistema sanitario regionale (Ssr) che in questi anni sono stati carenti. Bisognerà capire, però, non appena l'Azienda regionale di coordinamento per la salute sarà operativa, quanto l'accentramento di alcune funzioni possa depotenziare il ruolo delle diverse Aziende, che non possono ridursi a mere esecutrici perché devono rispondere a esigenze di salute e di territori molto diversi. Sarà pertanto con spirito collaborativo, ma critico, che monitoreremo i passi che definiranno in maniera più puntuale l'operatività di questo nuovo organo. Auspichiamo diventi un luogo di confronto e sintesi delle migliori professionalità presenti in regione – ha detto Ussai – e non l'ennesimo carrozzone dove sistemare gli amici degli amici”.

“Fondamentale inoltre – per il portavoce del M5S – è lo sviluppo e la valorizzazione delle professioni sanitarie e dei medici di medicina generale anche per fronteggiare l'aumento delle patologie croniche legate all'invecchiamento della popolazione e per attuare l'indispensabile integrazione socio-sanitaria”.

Per l'ultimo il relatore di minoranza, la consigliera Simona Liguori del Gruppo dei Cittadini, che ha confermato la perplessità di fondo circa l'utilità di procedere a questo riassetto “che – ha detto – genera comunque stress al sistema, basti pensare alle gestioni commissariali che dureranno prevedibilmente non meno di 18 mesi”.

Da Liguori anche la segnalazione della richiesta di alcuni amministratori locali di maggiori rappresentatività e potere decisionale nelle politiche sanitarie dei loro territori e della necessità di mantenere e migliorare i servizi territoriali. Infine la relatrice fa proprie le segnalazioni provenienti dall'Isontino che chiede sia organizzato un Hospice non ubicato nell'ospedale per acuti con caratteristiche proprie delle strutture adibite alle cure fine vita; che si porti a compimento una vera Rete di cure palliative che operi attraverso il lavoro di equipe multidisciplinari specializzate, strutturata sull'assistenza domiciliare al malato e alla sua famiglia e una rete della terapia del dolore che oggi è concepita solo come servizio ambulatoriale ospedaliero e non come servizio al domicilio del malato.

05 Dicembre 2018

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