Firmato accordo per progetto di continuità assistenziale nel carcere di Spini di Gardolo

Firmato accordo per progetto di continuità assistenziale nel carcere di Spini di Gardolo

Firmato accordo per progetto di continuità assistenziale nel carcere di Spini di Gardolo

Gentile Direttore,


presso l'Assessorato alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia della Provincia Autonoma di Trento, ad integrazione dell'Accordo provinciale della medicina generale, nel corso del Comitato provinciale per la medicina generale svoltosi questa mattina in V. Gilli a Trento, è stata firmata da tutte le OOSS della medicina generale, dalla Provincia e dall'APSS la modifica che riguarda la medicina generale nell'assistenza medica carceraria di Spini di Gardolo.

Si tratta di un progetto di vasto respiro, a valenza pluriennale e provinciale, costruito con un accordo tra le parti che finalmente hanno dato prova di unione di intenti per una classe di assistiti molto fragile, e che per la prima volta in assoluto, nella nostra provincia, coinvolge i medici di continuità assistenziale.

Cinque punti del progetto, a nostro avviso, sono fondamentali:


 


1) Viene riconosciuto al Sindacato della medicina generale un ruolo determinante e decisivo anche per il futuro dell’accordo.

2) Vengono messe in sicurezza le guardie mediche della sede di Trento Centro, che d'ora in poi saranno utilizzate solo per la popolazione residente e domiciliata nel Comune di Trento.


 


3) Vengono stanziate risorse importanti ed ulteriori a quelle attualmente a disposizione per la medicina generale, per coloro che volontariamente decideranno di lavorare all'interno della struttura carceraria di Spini di Gardolo

4) L'attività lavorativa sarà H24, 38 ore settimanali per ogni medico inserito nella struttura

5) Per la prima volta si attua in Trentino un progetto lavorativo di integrazione ospedale territorio con il riconoscimento della valenza dei medici di medicina generale che faranno parte di un servizio medico multiprofessionale integrato tra medicina generale, dirigenti medici ospedalieri, specialisti e personale assistenziale di supporto…cioè quello a cui tendevamo con le Unità di cure complesse primarie e tende ancora la medicina generale al di là e di più delle aggregazioni funzionali territoriali.

Cisl medici del Trentino ringrazia l'Assessorato alla salute di Trento, ed in particolare modo il Direttore Generale dott.Ruscitti, nonché l'Apss di Trento, per la disponibilità dimostrata in questa circostanza e si augura che con essa si possa aprire una nuova stagione di concordia, magari con progetti analoghi per le cure intermedie o per i codici bianchi e verdi presso i Pronto soccorso territoriali.

Dott. Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino

13 Settembre 2019

© Riproduzione riservata

Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare
Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare

Gentile Direttore, la riforma della medicina territoriale è una delle sfide decisive per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Case di Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali operative, telemedicina e assistenza...

La salute mentale e il vuoto delle responsabilità
La salute mentale e il vuoto delle responsabilità

Gentile Direttore,confesso la mia ammirazione per l’impegno e la costanza con cui alcuni psichiatri continuano a portare l’attenzione sui vari problemi della salute mentale, come emerge dai recenti interventi di...

Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”
Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”

Gentile Direttore,il dibattito sul futuro della sanità territoriale in Italia è a un punto di svolta cruciale, segnato da forti tensioni sindacali, frenate politiche e il tentativo di trovare un...

Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono
Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono

Gentile Direttore,sembra proprio che il tormentato iter del DL di riforma della medicina territoriale sia stato deviato su un binario morto. Negli ultimi 2 mesi opinion leader politici, accademici, giornalistici...