Aborto. “Disatteso dalle Regioni quello farmacologico in ambulatorio”. Raccolta firme dell’Associazione Coscioni

Aborto. “Disatteso dalle Regioni quello farmacologico in ambulatorio”. Raccolta firme dell’Associazione Coscioni

Aborto. “Disatteso dalle Regioni quello farmacologico in ambulatorio”. Raccolta firme dell’Associazione Coscioni
Lo scopo è di “chiedere ai Consigli regionali di approvare procedure chiare, definite e uniformi per l'aborto farmacologico in regime ambulatoriale, per garantire a tutte le donne la possibilità di scegliere e di prendere il secondo farmaco a casa”

Dal 2020 “l’aborto farmacologico può essere eseguito in ambulatorio o in consultorio (Linee di indirizzo ministeriali) con la possibilità di prendere la seconda compressa a casa propria. Eppure non tutte le Regioni, a distanza di 5 anni, hanno recepito e applicato le indicazioni ministeriali, sprecando così preziose risorse (economiche e professionali) e mettendo a rischio la nostra salute. Perché un ricovero non necessario è pericoloso per la salute e costituisce un costo evitabile”. Lo sottolinea l’Associazione Luca Coscioni che oggi a Roma ha presentato, alla vigilia del 47esimo anniversario della legge 194, la campagna ‘Aborto senza ricovero’ che ha lo scopo di “chiedere ai Consigli regionali di approvare procedure chiare, definite e uniformi per l’aborto farmacologico in regime ambulatoriale, per garantire a tutte le donne la possibilità di scegliere e di prendere il secondo farmaco a casa”.

“Sprecare risorse è inaccettabile, soprattutto in un contesto come quello sanitario. Così come è inaccettabile non garantire alle donne la possibilità di scegliere la procedura farmacologica e l’autosomministrazione del secondo farmaco a casa propria – dichiarano Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell’Associazione Coscioni, e Chiara Lalli, bioeticista e consigliera generale – Come sempre, la condizione necessaria dell’esercizio di un diritto e di una scelta è l’informazione. La nostra campagna vuole anche contribuire alla corretta informazione sull’applicazione della 194 e sulla salute riproduttiva”. Mirella Parachini e Anna Pompili, ginecologhe e consigliere generali dell’Associazione Coscioni, sottolineano che “l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie è un principio fondamentale della sanità pubblica: a parità di efficacia e sicurezza, si deve privilegiare il regime assistenziale che comporta la minore spesa. Un ricovero non necessario, poi, è pericoloso per la salute. L’aborto farmacologico è sicuro e la possibilità di autosomministrazione è stata ed è ostacolata spesso per ragioni meramente ideologiche”.

La conferenza stampa è stata seguita da una tavola rotonda cui hanno partecipato associazioni e il gruppo interparlamentare sull’interruzione volontaria della gravidanza, nell’intento di creare una rete per raccogliere le firme per le petizioni rivolte ai Consigli regionali.

21 Maggio 2025

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