Dompé. “Fondamentale il suo contributo allo sviluppo delle biotecnologie”. E Urbino lo laurea in farmacia

Dompé. “Fondamentale il suo contributo allo sviluppo delle biotecnologie”. E Urbino lo laurea in farmacia

Dompé. “Fondamentale il suo contributo allo sviluppo delle biotecnologie”. E Urbino lo laurea in farmacia
Laurea Honoris Causa in farmacia per il presidente di Farmindustria Sergio Dompé. L’università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” ha riconosciuto "il suo impegno nello sviluppo delle biotecnologie applicate al farmaco". Per Dompé si tratta della terza Honoris Causa, dopo quella in Biotecnologie con indirizzo farmaceutico da parte dell’Università di Bologna (nel 1996) e quella in Biotecnologie Mediche da parte dell’Università de L’Aquila (nel 2005).

Il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé, ha ricevuto ieri la laurea Honoris Causa in Farmacia dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Ad aprire la cerimonia, il rettore dell’Ateneo, Stefano Pivato, che, nell'illustrae le motivazioni dle riconoscimento ha sottolineato in particolare il contributo dato da Dompé all'avanzamento dello sviluppo delle bioteconologie applicate al campo farmaceutico. E' stato poi lo stesso Dompé a raccontare il proprio impegno nel settore farmaceutico attraverso una Lectio Magistralis (il testo integrale allegato a fondo pagina) in cui ha evidenziato i progressi e i successi ottenuti della ricerca, seppure con enormi sforzi. Perché nella Ricerca farmaceutica, ha sottolineato Dompé, è in atto un profondo cambiamento. “Costi elevati, progetti complessi, cure mirate e specifiche per le esigenze degli individui richiedono una specializzazione crescente del lavoro innovativo” che si inserisce in uno “scenario in divenire, dinamico e internazionalizzato che impone la condivisione dell’innovazione nel network”. Fare ricerca di successo, secondo Dompé, è possibile, “ma è necessaria una visione del futuro, altrimenti recuperare il gap sarà difficile. Le imprese possono evolvere, ma solo guardando alla realtàa' con gli occhi del divenire identificando quei trend e quelle situazioni che determinano un'oggettiva competitività. Altrimenti – ha concluso Dompé – rischiano di restare fuori dal futuro”.

Presidente di Farmindustria dal 2005, Dompé è anche componente della Giunta di Confindustria. Dal 2007 è componente del Consiglio della Fondazione IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) e dal 2006 è presidente del Comitato di Valutazione del CNR.

Il suo impegno industriale nel settore farmaceutico inizia nel 1976, con l’ingresso nella società di famiglia Dompé farmaceutici, fondata dal padre nel 1940. Alla holding fanno oggi capo le tre differenti società operative – Dompé, Amgen Dompé e Biogen Dompé che costituiscono il Gruppo Dompé, realtà che oggi conta sul contributo complessivo di 800 persone e un fatturato nel 2009 di 490 milioni di euro, comprese le società collegate.
Nel 1993 fonda a L’Aquila la Dompé spa – un polo ancora oggi interamente dedicato ai processi di ricerca, sviluppo e produzione di nuovi farmaci – e focalizza le attività di ricerca nell’individuazione di soluzioni innovative per il trattamento di patologie acute e croniche su base immunitaria.
In quest’ambito, assume particolare valore l’identificazione di Reparixin, un inibitore di interleuchina 8 che rappresenta il capostipite di una nuova classe di inibitori delle chemochine.
L’impegno della ricerca Dompé si rivolge inoltre allo sviluppo di farmaci per il trattamento di malattie rare e al sostegno di aziende capaci di esprimere particolare dinamicità sul fronte dell’innovazione terapeutica. Si inserisce in questa prospettiva l’investimento nella Philogen, un’azienda biotech italiana che, a partire da una piattaforma proprietaria per l’identificazione di anticorpi monoclonali, sta sviluppando molecole innovative per veicolare selettivamente sulle cellule tumorali sostanze attive capaci di inibirne la proliferazione, riducendo al minimo gli effetti collaterali del trattamento.
 

15 Ottobre 2010

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