‘Francesco arrivò un giorno d’inverno’. In libreria il romanzo che dà voce a un bambino autistico

‘Francesco arrivò un giorno d’inverno’. In libreria il romanzo che dà voce a un bambino autistico

‘Francesco arrivò un giorno d’inverno’. In libreria il romanzo che dà voce a un bambino autistico
Il libro, edito da Edizioni Terra Santa, è scritto da tre operatrici di Fondazione Sacra Famiglia Onlus, da anni impegnata nella cura dell’autismo. Sarà presentato l’8 giugno alle ore 18.30 presso il teatro di Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Mi). La serata sarà aperta da un reading degli attori Compagnia ImmaginAzione che leggeranno brani del testo, seguito da dibattito con le tre autrici coordinato dalla giornalista di Io donna, Paola Pica.

Francesco primogenito di una giovane coppia, è un bambino come tanti. Ma a cinque anni comincia a manifestare i comportamenti tipici dell’autismo. Inizia così un tormentato e appassionante cammino che la mamma racconta in prima persona e che – come accade di rado – è inframmezzato dalla voce del figlio e del papà. Le tre autrici che si celano dietro lo pseudonimo Maia Consonni (Monica Conti, Sonia Lentini e Anna Miele, tutte dipendenti di Fondazione Sacra Famiglia Onlus) conducono il lettore lungo il percorso che dalla diagnosi porta Francesco fino alle porte di un famoso centro del nord Italia dove la ricerca sull’autismo è una realtà consolidata in grado di trasformarsi in aiuto concreto alle famiglie.

“Francesco che arrivò un giorno d’inverno” (Edizioni Terra Santa, collana Altrevoci) sarà presentato l’8 giugno alle ore 18.30 presso il teatro di Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Mi). La serata sarà aperta da un reading degli attori Compagnia ImmaginAzione che leggeranno brani del testo, seguito da dibattito con le tre autrici coordinato dalla giornalista di Io donna, Paola Pica.

Il ricavato della vendita del libro sosterrà i progetti di Fondazione Sacra Famiglia. “Quando ci siamo trovate ad ascoltare la storia di Francesco e della sua famiglia – scrivono le autrici nella postfazione del libro – abbiamo capito che avremmo voluto raccontarla. Abbiamo sentito la forte responsabilità, ma abbiamo raccolto la sfida con noi stesse: avremmo fatto il possibile per raccontare la confusione che deve avere provato Francesco in alcuni momenti della sua vita, ma anche, e soprattutto, l’amore e la tenerezza che questo ragazzo prova nei confronti delle persone che gli stanno accanto. Il nostro lavoro non ha la pretesa di mostrare un’immagine fedele di pensieri e sensazioni, ma piuttosto di proporre al lettore un modo possibile di vedere la realtà con gli occhi di Francesco, di sua madre e di suo padre”.
 

31 Maggio 2016

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