Sharenting, dal Garante della Privacy consigli per genitori troppo social

Sharenting, dal Garante della Privacy consigli per genitori troppo social

Sharenting, dal Garante della Privacy consigli per genitori troppo social
Nel secondo episodio del podcast creato dal Garante per aiutare i cittadini a comprendere il valore dei dati personali, si parla di genitori che condividono online le immagini dei propri figli. Non si rischia solo che qualcuno si appropri di quelle immagini e ne faccia l’uso che ne vuole, ma così “ipotechiamo il diritto futuro dei nostri figli a decidere se e quanto di sé raccontare al mondo. Siamo certi che spetti proprio a noi genitori decidere per loro?”.

Foto, magari durante il primo bagnetto, video di giochi e recite, anche ecografie dei propri figli condivisi online: è rivolto ai genitori “troppo social” il secondo episodio di “A proposito di privacy”, il podcast creato dal Garante per la Privacy allo scopo di aiutare cittadini, imprese e istituzioni a comprendere il valore dei dati personali e l’importanza della loro tutela. Al centro della puntata, c’è infatti il fenomeno dello sharenting (dall’inglese share, condividere, e parenting, genitorialità) l’eccessiva condivisione online da parte di mamme e papà di immagini che riguardano i propri figli.

A parlarne, nel podcast, è in particolare l’avvocato Guido Scorza, componente del Collegio del Garante privacy, che spiega come, arrogandoci il diritto di pubblicare foto e video dei nostri figli (più o meno piccoli), “in qualche modo ipotechiamo il loro diritto futuro a decidere se e quanto di sé raccontare al mondo. Siamo certi che spetti proprio a noi genitori decidere per loro?”.

Nel corso dell’episodio, oltre a mettere in guardia i genitori dai rischi che lo sharenting (compreso l’uso del volto per la creazione di materiale pedopornografico attraverso sistemi di manipolazione delle immagini) e sulla corretta formazione della loro personalità, vengono proposti anche alcuni accorgimenti per tutelare i minori, qualora si decida di pubblicare le loro immagini in rete. Perché una volta in rete, una foto può essere scaricata e utilizzata da chiunque altro. Quella foto, una volta messa in rete, in pratica, non ci appartiene più. Tra i consigli, quello di fotografare il minore di spalle e rendere irriconoscibile il suo viso, ad esempio pixellando il volto; limitare le impostazioni di visibilità delle persone sono con le persone che ci fidiamo non li condividerebbero; evitare la creazione di un account social dedicato al minore.

La puntata è anche l’occasione per affrontare un altro tema delicato, quello del revenge porn e, nel caso in cui si abbia un fondato timore che immagini a contenuto sessualmente esplicito possano essere diffuse senza consenso, delle modalità con cui richiederne al Garante privacy la rimozione da piattaforme social e di messaggistica.

05 Giugno 2025

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