Il sistema prescrittivo italiano è già oggi caratterizzato da un elevato livello di tracciabilità, con il 98-99% delle ricette a carico del Servizio sanitario nazionale in formato elettronico. A breve, l’estensione riguarderà anche i medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope, a partire dalle benzodiazepine ad uso orale, rafforzando il monitoraggio dell’appropriatezza e contrastando fenomeni come abuso, falsificazione e nomadismo farmaceutico.
È quanto ha illustrato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rispondendo oggi in Commissione Affari Sociali alla Camera a un’interrogazione presentata dalla deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Luana Zanella.
Nel rispondere al quesito, Gemmato ha innanzitutto chiarito che il regime prescrittivo dei farmaci – a ricetta ripetibile o non ripetibile – è definito in base al profilo di sicurezza e alle caratteristiche di utilizzo, in coerenza con le evidenze scientifiche e con le strategie nazionali ed europee di tutela della salute.
Per gli antibiotici di uso comune, ha spiegato, l’ordinamento prevede il regime di ricetta ripetibile, che consente più dispensazioni entro un determinato arco temporale. Nella pratica clinica, tuttavia, il medico definisce il numero di confezioni necessarie per il singolo trattamento, con la conseguenza che la ricetta viene utilizzata una sola volta, risultando di fatto non ripetibile. Considerata la durata limitata di molte terapie antibiotiche, il sistema – pur mantenendo la flessibilità – risulta già adeguato alle esigenze di appropriatezza.
Sul fronte del contrasto all’antimicrobico-resistenza, Gemmato ha ricordato l’impegno dell’Italia nell’attuazione del Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (Pncar) 2022-2025, che prevede azioni integrate di monitoraggio dei consumi, promozione dell’uso appropriato e formazione degli operatori.
Per quanto riguarda le benzodiazepine, il sottosegretario ha precisato che il regime prescrittore vigente prevede già maggiori livelli di controllo: la ripetibilità è limitata a un massimo di tre dispensazioni nell’arco di 30 giorni, in considerazione del rischio di abuso e dipendenza associato a questi farmaci.
La vera novità riguarda la piena integrazione nel sistema di prescrizione elettronica. Le competenti Direzioni generali del Ministero della Salute, in collaborazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, stanno definendo un elenco aggiornato dei farmaci interessati, comprensivo dei relativi codici Aic e delle eventuali condizioni di utilizzo e limitazioni.
“Tale evoluzione – ha dichiarato Gemmato – consentirà, a stretto giro, di rafforzare ulteriormente la tracciabilità delle prescrizioni, migliorare il monitoraggio dell’appropriatezza, contrastare fenomeni di abuso, falsificazione e cosiddetto nomadismo farmaceutico, nonché semplificare l’accesso alle cure per i pazienti”.
Il sottosegretario ha infine ricordato che la legge di bilancio per il 2025 ha rafforzato il percorso di digitalizzazione, prevedendo l’estensione dell’obbligo di prescrizione elettronica anche per le ricette “bianche” (a carico del cittadino), al fine di garantire la completa alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico e rafforzare il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva. Le Regioni, ha concluso, sono chiamate ad assicurare la piena attuazione delle disposizioni attraverso le autorità competenti per territorio.