Antibiotico resistenza. Schillaci: “È una minaccia che non conosce confini”

Antibiotico resistenza. Schillaci: “È una minaccia che non conosce confini”

Antibiotico resistenza. Schillaci: “È una minaccia che non conosce confini”
Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un video messaggio inviato all’evento conclusivo del G7, in corso oggi e domani a Bari, dedicato al contrasto dell'antibiotico resistenza. Gemmato: “Le cause dell’antibiotico-resistenza sono numerose e complesse e necessitano un impegno di tutti”.

La lotta all’antibiotico-resistenza è “una delle sfide più urgenti e complesse dei nostri tempi. È una minaccia che non conosce confini, che richiede una risposta non solo nazionale ma globale”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un video messaggio inviato all’evento conclusivo del G7, in corso oggi e domani a Bari, dedicato al contrasto dell’antibiotico resistenza.

Schillaci ha ricordato gli ”importanti appuntamenti per il contrasto all’antimicrobico resistenza” che si sono tenuti quest’anno. “In questi incontri l’Italia ha assunto un ruolo rilevante, che è stato possibile anche con la collaborazione di tanti partner stranieri e con le organizzazioni internazionali”. Ora però “è fondamentale declinare i target globali in strategie da intraprendere anche a livello nazionale. Dovremo intensificare i nostri sforzi attraverso sinergie interdisciplinari che coinvolgano la politica, la ricerca, l’industria, i professionisti e la società civile. Proprio in questa direzione è orientato il confronto che vi vedrà impegnati oggi e domani, con l’ambizione e la volontà di individuare soluzioni concrete”.

Il ministero della Salute, assicura, “continuerà a fare la sua parte per ridurre l’impatto dell’antibiotico-resistenza con determinazione e responsabilità per proteggere la salute dei nostri cittadini e di chiunque nel resto del mondo”.

“Le cause dell’antibiotico-resistenza sono numerose e complesse e necessitano un impegno di tutti. Ecco perché a livello nazionale con le misure in Legge di Bilancio 2025 il Governo intende destinare fino a 100 milioni di euro del Fondo farmaci innovativi per lo sviluppo di agenti antinfettivi per infezioni da germi multi-resistenti”. Così il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato nel suo intervento di apertura della seduta plenaria.

“Il 50% del consumo di antibiotici in Italia è nella filiera zootecnica e dobbiamo essere fieri che tale utilizzo, contrariamente al settore umano, è in sensibile riduzione (oltre il 46% rispetto al 2016) e questo grazie ad un rigoroso sistema di tracciatura dei medicinali reso possibile dalla ricetta elettronica veterinaria e all’applicazione di precise stewardship previste dal Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza (Pncar), sul quale non a caso abbiamo destinato un finanziamento di 40 milioni di euro annui, 120 milioni totali”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato nel suo intervento di apertura della seduta plenaria ‘Antimicrobico-resistenza: la strada da seguire’ nell’ambito dell’evento conclusivo del G7 Salute oggi e domani a Bari. Tema della due giorni, l’urgenza di contrastare l’antibiotico-resistenza.

“La strategia veterinaria di contrasto all’antibiotico-resistenza è ad oggi tra le più all’avanguardia. Basti pensare che grazie al sistema informativo Classyfarm siamo in grado di classificare gli allevamenti sulla base del rischio di sviluppo e diffusione di resistenza agli antibiotici – sottolinea Gemmato – premiando gli allevatori virtuosi con un fondo annuale di 376 milioni nell’ambito della Politica agricola comune (Pac 2023-2027)”.

È “importante anche parlare delle buone pratiche” e “soprattutto ringraziare chi ne è fautore, ovvero i medici veterinari che svolgono un lavoro eccezionale di sorveglianza e prevenzione, nel nostro Sistema sanitario nazionale pubblico come in quello produttivo. Nessun Governo prima del Governo Meloni aveva investito in antibiotico resistenza con incentivi push and pull. Tuttavia, accanto alle risorse è necessario agire per un loro corretto impiego ed è quanto immagino sarà maturato dai tavoli tematici di oggi”.

“L’Italia è uno dei Paesi che sta facendo la sua parte in modo più specifico e incisivo nel contrasto alla antimicrobico-resistenza, vera pandemia del futuro. Peraltro, l’organizzazione dell’evento conclusivo del G7 Salute su questo tema è un segnale importante”. Così all’Adnkronos Salute Ugo Cappellacci (FI), presidente della XII Commissione permanente della Camera a margine dell’evento conclusivo del G7.

“C’è la consapevolezza di un’emergenza straordinaria che può causare milioni di morti – spiega Cappellacci – In tutto il mondo sono quasi 5 milioni le persone vittime dell’antibiotico resistenza, l’approccio che ha intrapreso il governo è quello corretto, un approccio globale che prevede una strategia coordinata con tutti i paesi d’Europa. In particolare sono in atto campagne di sensibilizzazione ma anche investimenti in ricerca e tutto quello che in qualche modo può combattere la pandemia del futuro- Siamo preoccupati per l’emergenza ma abbastanza ottimisti per la strategia e i rimedi messi in campo dal governo italiano”.

Chi sta formando i ricercatori per lo sviluppo di nuovi antibiotici? Perché, ad esempio, in oncologia si è fatto tanto progresso? La ricerca di base sui farmaci oncologici ha portato a miglioramenti significativi nella vita dei pazienti, ma nello sviluppo degli antibiotici il processo è stato per lo più limitato a discussioni senza concretizzarsi in azioni. È necessario investire nella ricerca sugli antibiotici e incentivare i giovani a lavorare in questo campo”. Così all’Adnkronos Salute Giuseppe Cirino past president della Società Italiana di Farmacologia (Sif), in occasione del panel.

“Come past president della Sif vorrei sottolineare l’importanza della formazione – spiega Cirino – Ogni anno molti laureati in Medicina devono confrontarsi con il tema degli antibiotici, ma il modo in cui vengono gestiti questi farmaci, di fatto non cambia. Serve un percorso di formazione che aiuti a comprendere come utilizzare correttamente gli antibiotici. Non basta insegnare la teoria, bisogna anche promuovere un cambiamento culturale, affinché gli antibiotici non vengano prescritti superficialmente o in modo troppo rapido. A Sorrento, durante il nostro congresso nazionale, la Sif ha voluto enfatizzare che l’innovazione è fondamentale per affrontare questa sfida”.

28 Novembre 2024

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