Approvate le liste PD. Poche conferme per i componenti delle commissioni sanità di Camera e Senato. Anche Gelli fuori

Approvate le liste PD. Poche conferme per i componenti delle commissioni sanità di Camera e Senato. Anche Gelli fuori

Approvate le liste PD. Poche conferme per i componenti delle commissioni sanità di Camera e Senato. Anche Gelli fuori
A 'salvarsi' la presidente della Commissione Sanità, Emilia Grazia De Biasi, che però dovrà dar battaglia per preservare il suo posto correndo alla Camera al Collegio uninominale Milano 5, senza 'paracadute'. Farà discutere la 'bocciatura' per il responsabile Sanità del PD, Federico Gelli, 'padre' della legge sulla sicurezza delle cure e sul rischio clinico e, soprattutto, coordinatore di quel programma per la sanità che il Partito Democratico dovrebbe presentare nei prossimi giorni

Definite le liste del Partito Democratico per le elezioni del prossimo 4 marzo dopo 48 ore di caos e polemiche. Era in programma ieri la direzione nazionale del partito. Ma che la situazione fosse tutt'altro che serena si era capito già dalla mattinata. Prima un rinvio della riunione alle 14, successivamente un posticipo alle 16. A quel punto l'incontro veniva ulteriormente spostato alle 20 e, infine, alle 22. A tarda notte, quando è il momento di votare, il partito ancora una volta si 'spacca' per la plateale insoddisfazione della minoranza.
 
Andrea Orlando, Michele Emiliano e Gianni Cuperlo abbandonano la direzione e l'approvazione sui nomi arriva solo verso le 4 del mattino. Ancora in queste ore, le polemiche non accennano a spegnersi ma, anzi, continuano a montare.
 
Polemiche che coinvolgono anche la sanità. Poche le conferme per deputati e senatori delle Commissioni Sanità di Camera e Senato. A 'salvarsi' al Senato, la presidente della XII Commissione Emilia Grazia De Biasi, che però dovrà dar battaglia per preservare il suo posto correndo alla Camera al Collegio uninominale Milano 5, senza 'paracadute'. Stessa situazione anche per la collega di Commissione Giuseppina Maturani, candidata al Senato al Collegio uninominale Lazio 3. 
 
Quanto ai deputati della Commissione Affari Sociali, Daniela Sbrollini è stata candidata al Senato nel plurinominale Veneto 2, Ileana Piazzoni candidata alla Camera, nell'uninominale, al Collegio 13  del Lazio, ed al Collegio 2 nel proporzionale. Paola Boldrini è stata invece candidata al Senato, al Collegio plurinominale dell'Emilia Romagna. Paola Bragantini alla Camera al Collegio uninominale Torino 3.  

Conferma anche per Elena Carnevali candidata alla Camera al Collegio uninominale Bergamo, ed al plurinominale a Bergamo-Albino. Ezio Casati è stato candidato alla Camera nell'uninominale a Cinisello Balsamo. Edoardo Patriarca nel plurinominale in Emilia Romagna 2. Ileana Argentin nell'uninominale Roma 6. Infine, Giuditta Pini nel plurinominale Emilia Romagna 1.
 
Da segnalere diverse 'bocciature' eccellenti. A cominciare dall'attuale responsabile Sanità del PD, Federico Gelli, fino alla capogruppo della Commissione Affari Sociali Donata Lenzi, e agli ex presidenti degli Ordini dei Medici e degli Infermieri, rispettivamente, Amedeo Bianco ed Annalisa Silvestro. Tra i nomi 'storici' della sanità PD manca anche quello di Anna Miotto che, però, da tempo aveva ipotizzato la sua scelta di non rinnovare la sua candidatura. Fuori anche la relatrice del decreto vaccini al Senato, Patrizia Manassero.

Farà sicuramente discutere nei prossimi giorni la decisione da parte della segreteria del Partito Democratico di voler lasciar fuori il proprio responsabile sanità, nonostante il lavoro portato avanti in Parlamento in questi anni, culminato con l'approvazione della legge sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure che porta il suo nome. Un provvedimento atteso da oltre 15 anni da migliaia di professionisti del settore. Gelli, inoltre, oltre ad esser stato confermato di recene alla guida del Dipartimento Sanità del Pd, è anche colui che da mesi sta coordinando i lavori per la stesura del programma per la sanità che il partito dovrebbe presentare nei prossimi giorni.

Il rapporto tra il segretario Matteo Renzi e la sanità è sempre stato caratterizzato da una certa indifferenza. Il rischio, dopo queste decisioni, è ora quello di incrinarlo ulteriormente, rimarcando il suo ormai più che evidente scarso interesse per questa materia.
 
Giovanni Rodriquez

G.R.

27 Gennaio 2018

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