Autonomia differenziata. I dubbi dell’Upb sulle pre intese con alcune Regioni sul trasferimento di alcune funzioni sanitarie: “Effetti dannosi su costi ed equità”

Autonomia differenziata. I dubbi dell’Upb sulle pre intese con alcune Regioni sul trasferimento di alcune funzioni sanitarie: “Effetti dannosi su costi ed equità”

Autonomia differenziata. I dubbi dell’Upb sulle pre intese con alcune Regioni sul trasferimento di alcune funzioni sanitarie: “Effetti dannosi su costi ed equità”

In audizione davanti alla Commissione Affari costituzionali sulla Delega al Governo per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni l’Ufficio Parlamentare di Bilancio evidenzia criticità sulla richiesta di alcune Regioni di ampliare il perimetro delle competenze sanitarie. IL DOCUMENTO

“Nella materia della tutela della salute sembra che la presenza dei LEA sia considerata una condizione sufficiente per giustificare le richieste di autonomia delle Regioni ordinarie e, infatti, già le pre-intese tra il Governo e le Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, firmate dal Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, contemplano istanze relative a competenze in questo campo. Anche per questa materia non sembra che il rispetto dei LEA, coincidenti con i LEP, sia di per sé sufficiente ad assicurare il via libera a qualunque trasferimento di funzioni. Le pre-intese appaiono piuttosto sfidanti rispetto a questa prospettiva e dovranno essere considerate con grande attenzione per i risvolti sugli aspetti sopra menzionati”. È quanto sostiene l’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) nella sua audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica nell’ambito dell’esame del DDL n. 1623 contenente delega al Governo per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP).

L’Upb fa alcuni esempi: “Si pensi alla richiesta di poter definire i sistemi di governance delle aziende sanitarie e degli Enti del Servizio sanitario regionale, anche mediante l’istituzione e la gestione di fondi sanitari integrativi, in deroga alla normativa vigente: si tratta di una competenza che può produrre effetti sistemici rilevanti, con un forte impatto sull’integrità del Servizio sanitario nazionale (SSN) e sul rapporto pubblico-privato, e di qui sull’efficienza, l’equità e la responsabilità”.

“È stato peraltro già osservato – prosegue l’Upb – che il limite a generalizzate e generiche differenziazioni è dato dai vincoli di sistema legati alla presenza di un SSN – quali, ad esempio, gli standard organizzativi nazionali, la disciplina dell’appropriatezza, il bilanciamento tra pubblico e privato. A sua volta, la richiesta di definire la gestione del sistema tariffario di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione, in deroga alla normativa vigente, va considerata con attenzione”.

“La gestione autonoma dei compensi agli erogatori ed eventualmente al personale potrebbe innescare infatti una pericolosa competizione tra le Regioni, a fronte di una diseguaglianza nell’ammontare di risorse disponibili, che potrebbe provocare, a sua volta, effetti dannosi sull’equità, oltre che sui costi – e quindi sull’efficienza –– del sistema complessivo”, conclude l’Upb.

23 Gennaio 2026

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