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Camerae Sanitatis. Intervista a Elena Murelli (Lega): “Sulla sanità il bilancio è positivo, ma restano criticità. Priorità: personale, equità territoriale e liste d’attesa”
Il Parlamento si avvia verso la fine della legislatura e la senatrice Murelli tira le somme su quanto realizzato finora, indicando le priorità da affrontare nei prossimi mesi: capitale umano in primis, poi liste d’attesa e integrazione ospedale-territorio. Sulla farmaceutica, allarme dipendenza estera e richiesta di una filiera europea per garantire continuità delle forniture
“Il bilancio è sicuramente positivo nel suo complesso, pur nella consapevolezza che ci sono ancora criticità presenti”.
È questa la valutazione sul lavoro svolto finora in sanità, espressa dalla senatrice Elena Murelli (Lega), che rivendica il rafforzamento del Ssn verso un sistema “modernizzato, informatizzato, digitalizzato e più attento al paziente”.
Nel suo intervento al Policy conversation di Camerae Sanitatis indica anche le priorità da affrontare fino alla conclusione della XIX legislatura.
Tra le azioni messe in campo in questi anni, la senatrice richiama l’aumento progressivo delle risorse e le misure sulle liste d’attesa: “Non solo abbiamo messo risorse nel bilancio 2024, ma con un disegno di legge siamo intervenuti sulla gestione, nominando un commissario”. Di quest’ultimo si attende la relazione, con il compito di individuare criticità e soluzioni insieme alle Regioni, “per avere più attenzione verso il paziente”.
Altro fronte è quello della medicina territoriale, con un disegno di legge per il rafforzamento dell’assistenza e dell’ospedalizzazione sul territorio, sostenuto anche dagli investimenti del Pnrr: “Abbiamo avviato riforme importanti che mirano a rendere il sistema sanitario più moderno, più vicino alle persone e più resiliente”, ha rimarcato.
Restano però nodi strutturali. I più difficili da sciogliere? La carenza di personale sanitario e le disuguaglianze territoriali: “Siamo nel 2026 e il Cap di residenza non può essere ancora discriminante, specialmente sulla salute dei cittadini”. Da qui le priorità su cui concentrarsi nei prossimi mesi: “Rafforzare il capitale umano, garantire una sanità più equa su tutto il territorio nazionale e rendere strutturali gli interventi per ridurre i tempi di attesa”.
Le deleghe in Parlamento Sulle tre deleghe in discussione in Parlamento – farmaceutica, personale sanitario e riordino dell’assistenza ospedaliera e territoriale – che definisce “tre pilastri fondamentali per il futuro della sanità italiana”, la senatrice ha le idee molto chiare.
Per la farmaceutica, l’obiettivo è “rafforzare la sicurezza e la continuità delle forniture” e sostenere la produzione nazionale, aprendo anche “un dialogo continuo con l’Ue per creare una filiera delle materie prime critiche in Europa”. Un processo che richiede tempo: “Ci vogliono sette anni; quindi, la programmazione deve essere fatta a stretto giro”.
Sul personale sanitario, la priorità è rendere la professione più attrattiva: “Servono percorsi formativi più adeguati e migliori condizioni di lavoro”, anche attraverso strumenti di welfare aziendale: “Dobbiamo considerare che il personale sanitario ha una vita sociale e familiare”.
Quanto al riordino dell’assistenza territoriale, il riferimento è al Ddl 1825 in discussione in Commissione Affari sociali: “La finalità è costruire una vera integrazione tra ospedale e territorio”. Una presa in carico continua del paziente, che eviti la frammentazione e garantisca continuità assistenziale anche dopo la dimissione, con strumenti come la teleassistenza e la telemedicina. “Ritengo che queste siano competenze e attività importanti per garantire la presa in carico continuativa del paziente stesso, soprattutto per le patologie croniche”, ha sottolineato.
Farmaceutica e crisi geopolitiche La crisi in Medio Oriente e le tensioni globali riportano al centro la fragilità delle catene di approvvigionamento. “La crisi internazionale ci ricorda quanto sia strategico anche il settore farmaceutico, non solo quello energetico”, osserva Murelli, evidenziando la dipendenza dagli Stati esteri, “in particolare dalla Cina”, per principi attivi e materie prime critiche.
Le risposte, ribadisce, devono essere europee: “Serve un coordinamento per creare una filiera farmaceutica”. Tra le misure indicate, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e il rafforzamento della produzione interna, con una visione di lungo periodo. “È fondamentale migliorare il coordinamento tra gli Stati membri dell’Unione europea e sviluppare politiche industriali comuni a livello europeo – ha evidenziato – solo così potremo garantire ai cittadini la continuità terapeutica, anche in questi contesti di crisi, riducendo le differenze territoriali non solo tra una regione e l’altra, ma tra uno Stato europeo e un altro”.
Attività negli intergruppi parlamentari Nel prossimo anno e mezzo di legislatura, la senatrice sarà inoltre impegnata nella presidenza di diversi Intergruppi parlamentari. Sul fronte della celiachia e delle allergie alimentari, l’obiettivo è rafforzare “attenzione, informazione, formazione e inclusione”, in particolare nelle scuole e nella ristorazione. “Ci stiamo concentrando anche sugli alimenti a fini medici speciali, per rispondere alle esigenze di pazienti con malattie metaboliche e oncologiche”, ha ricordato.
La senatrice ha poi ricordato il suo impegno negli Intergruppi sulle patologie cardio e cerebrovascolari. In particolare sulla spasticità post ictus, Murelli sottolinea l’importanza della riabilitazione, annunciando un emendamento al Ddl 1825 per inserirla nel percorso assistenziale. Sul fronte cardiovascolare, rilancia la richiesta di un piano nazionale: “L’obiettivo è arrivare, il 29 settembre, alla presentazione di una proposta durante gli Stati Generali del Cuore”.
Infine, sul tema della prevenzione e promozione della salute, la senatrice ricorda lo stanziamento di 280 milioni in legge di bilancio e l’introduzione di nuovi test genetici e genomici. “Prevenire è meglio che curare”, ribadisce, annunciando l’intenzione di presentare un disegno di legge per rafforzare informazione, formazione ed educazione sanitaria, anche nelle scuole. “Ognuno di noi deve prendersi sempre più cura della propria salute, fisica e mentale, con effetti positivi anche sul Servizio sanitario nazionale”.
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