E l’Ordine dei medici e odontoiatri di Milano scrive al Parlamento: “Studi odontoiatrici siano di proprietà dei dentisti” 

E l’Ordine dei medici e odontoiatri di Milano scrive al Parlamento: “Studi odontoiatrici siano di proprietà dei dentisti” 

E l’Ordine dei medici e odontoiatri di Milano scrive al Parlamento: “Studi odontoiatrici siano di proprietà dei dentisti” 
Il Consiglio dell’Ordine milanese interviene nel dibattito su alcuni emendamenti al ddl concorrenza che prevedono che le società operanti nel settore odontoiatrico siano possedute, almeno per i due terzi da iscritti all'Albo degli Odontoiatri. “Prevalga la difesa della salute del cittadino piuttosto che la tutela dell'interesse degli investitori economici”. LA LETTERA

“Sulla salute non si lucra”. Così il Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano interviene in una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato e ai parlamentari in cui esprime “apprezzamento” per gli emendamenti al DDL Concorrenza di Senatrici e Senatori bipartisan aventi come obiettivo che le società operanti nel settore odontoiatrico siano possedute, almeno per i due terzi, da iscritti all'Albo degli Odontoiatri.
 
“Sancire con una legge dello Stato – si legge nella missiva firmata dal presidente Omceo Milano Roberto Carlo Rossi e dal presidente Cao Milano, Andrea Senna – che la sfera della salute è un ambito che deve essere garantito e non oggetto prevalente di affari da parte di operatori di mercato, che decidano di investire in questo potenziale business, rappresenta una conquista di civiltà, ed anzi, auspichiamo che un’identica misura sia presa per le società operanti in tutto il mondo medico”.
 
“Un soggetto economico non medico – prosegue l’Ordine – è portato a investire il suo denaro soprattutto per un tornaconto finanziario e ha spesso come ottica privilegiata quella di "vendere una terapia" piuttosto che quella di "prendersi cura del paziente". Inoltre un Odontoiatra inizia la propria attività facendo un progetto della propria vita lavorativa; gli operatori di mercato non medici, aprendo le catene dentali come investimento, possono venderle o chiuderle in qualsiasi momento se non rendono più a sufficienza o se trovano un’opportunità di investimento economico migliore.
L’Odontoiatra vive della sua attività e della stima che si crea col suo buon lavoro, al proprietario non medico di catene dentali interessa  prevalentemente il rendimento del capitale impiegato. La cura della salute deve avere come obiettivo primario il benessere del paziente e non l’arricchimento di un imprenditore!”.
 
“Un plauso – conclude la lettera – quindi alla iniziativa dei Parlamentari firmatari degli emendamenti suddetti con la speranza che in Parlamento prevalga la difesa della salute del cittadino piuttosto che la tutela dell'interesse degli investitori economici.

16 Febbraio 2016

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