Interrogazioni/1. Coletto su Ospedale S. Andrea di Vercelli: “Chiesti chiarimenti alla Regione su ruolo nell’ambito della rete oncologica regionale”

Interrogazioni/1. Coletto su Ospedale S. Andrea di Vercelli: “Chiesti chiarimenti alla Regione su ruolo nell’ambito della rete oncologica regionale”

Interrogazioni/1. Coletto su Ospedale S. Andrea di Vercelli: “Chiesti chiarimenti alla Regione su ruolo nell’ambito della rete oncologica regionale”
La Regione ha previsto il superamento dell'unità operativa complessa di oncologia dotata di posti letto e l'istituzione di una unità operativa complessa nella medesima disciplina, ma senza previsione di posti letto. Nel caso in cui emerga l'esigenza del ricovero ospedaliero, il paziente può essere trattato anche in ambiente internistico. Così il sottosegretario alla Salute ha risposto ieri in Commissione Affari Sociali all'interrogazione presentata da Tirimani (Lega).

Il Ministero della salute ha provveduto a richiedere alla Regione Piemonte ulteriori e specifici elementi informativi sul ruolo del presidio ospedaliero S. Andrea di Vercelli nell'ambito della rete oncologica regionale, con particolare riguardo alle modalità in uso per l'effettiva presa in carico dei pazienti e per l'erogazione delle necessarie cure specialistiche.
 
Ad annunciarlo è stato ieri il sottosegretario alla Salute Luca Coletto, rispodendo in Commissione Affari Sociali all'interrogazione di Paolo Tirimani (Lega) nella quale si chiedevano iniziative volte ad assicurare ai malati oncologici ricoverati presso l'Ospedale S. Andrea di Vercelli l'erogazione di cure appropriate, a seguito della decisione da parte della Regione di superamento dell'unità operativa complessa di oncologia dotata di posti letto e l'istituzione di una unità operativa complessa nella medesima disciplina, ma senza previsione di posti letto.
 
Questa la risposta integrale di Coletto:
 
Il Presidio Ospedaliero S. Andrea di Vercelli è classificato come DEA di I livello per il quale, nell'ambito della più recente attività di programmazione dei servizi sanitari, la regione Piemonte ha previsto il superamento dell'unità operativa complessa di oncologia dotata di posti letto e l'istituzione di una unità operativa complessa nella medesima disciplina, ma senza previsione di posti letto.
 
Invero, va ricordato che le attività proprie di un reparto oncologico prevedono innanzitutto la somministrazione di trattamenti antiblastici e di terapie di supporto, l'esecuzione di controlli per patologie in atto e pregresse nonché di indagini strumentali ed ematochimiche. In ragione dei rapidi progressi scientifici e tecnologici, che rendono le indagini sempre meno invasive e le terapie sempre meglio tollerabili, tali attività possono essere svolte anche in regime ambulatoriale, riservando il ricorso al ricovero ospedaliero (in regime ordinario oppure di day hospital) alle sole condizioni cliniche di maggiore complessità e/o fragilità.
 
Dunque, nel caso in cui emerga l'esigenza del ricovero ospedaliero, il paziente può essere adeguatamente trattato anche in ambiente internistico: ciò, però, a condizione che venga garantito il percorso di cura appropriato e congruo grazie alla presenza di percorsi assistenziali definiti e condivisi, coordinati a livello sovraaziendale e atti ad assicurare l'accessibilità alle cure e la presa in carico globale del paziente stesso.
Il modello organizzativo della rete oncologica Piemontese ha definito lo specifico ruolo dei diversi ospedali inseriti nella rete stessa, individuando le patologie da trattare nei diversi Centri e le modalità di correlazione funzionale tra essi, secondo il modello dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA).

Inoltre, il modello regionale di rete oncologica individua un Gruppo Interdisciplinare di Cura (GIC) cui è affidato il compito di elaborare i PDTA in relazione all'offerta prestazionale erogabile presso i diversi nodi della rete, a garanzia di tempestività, efficacia e sicurezza dell'intero percorso di cura.
 
Ciò premesso, per quanto la Regione Piemonte, anche sulla base delle predette motivazioni, abbia fornito assicurazioni circa la completezza e l'appropriatezza del percorso di cura del paziente oncologico nel territorio vercellese, comunico che il Ministero della salute ha già provveduto a richiedere alla stessa regione ulteriori e specifici elementi informativi sul ruolo del presidio ospedaliero in parola nell'ambito della rete oncologica regionale, con particolare riguardo alle modalità in uso per l'effettiva presa in carico dei pazienti e per l'erogazione delle necessarie cure specialistiche". 
 
Paolo Tirimani (Lega), replicando, si è dichiarato soddisfatto relativamente all'ultima parte della risposta, dalla quale emerge l'impegno, assunto del Ministero della salute, a monitorare la questione oggetto della sua interrogazione. Si dichiara, invece, insoddisfatto della prima parte della medesima risposta, basata su elementi forniti dalla regione Piemonte, ribadendo che i malati oncologici hanno bisogno di cure adeguate, non garantite dall'attuale organizzazione sanitaria regionale. Coglie l'occasione per esprimere l'auspicio che l'attuale assessore alla sanità del Piemonte, Antonio Saitta, non venga nominato alla presidenza dell'Aifa, come sarebbe stato invece richiesto in sede di Conferenza Stato-regioni, la cui attuale composizione a suo avviso non rispecchia, probabilmente ancora per pochi mesi, il peso delle diverse forze politiche a livello nazionale.

11 Gennaio 2019

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