Istituzione centri gestione farmaco. I farmacisti ospedalieri: “Un disegno di legge inutile perché i centri esistono già”

Istituzione centri gestione farmaco. I farmacisti ospedalieri: “Un disegno di legge inutile perché i centri esistono già”

Istituzione centri gestione farmaco. I farmacisti ospedalieri: “Un disegno di legge inutile perché i centri esistono già”
Tale proposta (che vede quale primo firmatario un farmacologo clinico) ha stranamente dimenticato chetali centri esistono da tempo. E’ opportuno ricordare, al lettore non informato, che quanto previsto dal dispositivo legislativo sarebbe certamente auspicabile e meritevole di pubblico assenso e condivisione laddove le funzioni invocate fossero attualmente orfane di qualsiasi intervento istituzionale

Paradossale, inutile e anti-economica. Questo è il nostro giudizio sulla proposta di legge nr. 1572 del 5 febbraio 2019. Cercheremo, in poche righe, di spiegare il perchédi questo giudizio senza essere (ma ne siamo francamente molto tentati) polemici.
 
Il disegno di legge propone la “istituzione di centri operativi e gestionali del farmaco, presso le strutture sanitarie pubbliche, per promuovere  la sicurezza, l’efficacia e l’appropriatezza nell’uso dei farmaci”. Tale proposta (che vede quale primo firmatario un farmacologo clinico) ha stranamente dimenticato chetali centri esistono da tempo. E’ opportuno ricordare, al lettore non informato, che quanto previsto dal dispositivo legislativo sarebbe certamente auspicabile e meritevole di pubblico assenso e condivisione laddove le funzioni invocate fossero attualmente orfane di qualsiasi intervento istituzionale.
 
Così non è affatto! Questi centri, infatti, esistono già fin dal 1969 nel Servizio Sanitario Pubblico e si chiamano Farmacie ospedaliere e Servizi Farmaceutici territoriali. Va assolutamente ricordato a tutti  che le linee di attività previste dal disegno di legge vengono già svolte in modo esaustivo ed efficace dalla schiera di dirigenti farmacisti specializzati del  SSN che si occupano proprio di  promuovere e garantire la sicurezza, l’efficacia e l’appropriatezza nell’uso dei farmaci,  razionalizzando, sulla base dell’analisi della letteratura scientifica,  il consumo di farmaci (e dispositivi medici) e contribuendo, quindi, a garantire sempre e comunque la sostenibilità del sistema, nonostante siano attualmente drammaticamente sotto organico e vengano  coinvolti in continue e sempre nuove incombenze. Tant’è che la spesa farmaceutica, nonostante il costante arricchimento del bagaglio terapeutico grazie alla registrazione di nuove molecole sempre più costose, è ancora sotto controllo!
 
Quindi l’inutilità del disegno di legge risulta, alla luce delle considerazioni espresse, del tutto evidente. Se lo Stato avesse voglia di impegnare risorse, potrebbe più semplicemente investire nelle farmacie ospedaliere e territoriali pubbliche.
 
E veniamo all’aspetto economico.Il disegno di legge prevede, anche, una copertura finanziaria (art 6) di 10 milioni di europer il 2019, 10 milioni   per il 2020 e 10 milioni   per il 2021 (quindi in totale 30 milioni di euro iniziali), con ulteriori oneri per il funzionamento a carico dei bilanci delle regioni (punto 3). Dopo 3 anni di sperimentazione, in funzione degli esiti (art 5 punto 3) tali centri sperimentali diventerebbero definitivi, richiedendo la revisione del DM 70/2015. I cosiddetti “Centri Operativi” sarebbero costituiti da (minimo) 3 farmacologi clinici da inserire nell’ambito delle farmacie ospedaliere al fine di migliorare l’appropriatezza prescrittiva e migliorare l’uso dei farmaci, in forte espansione.
 
Ma risulta molto più coerente e in linea  con la legislazione vigente, completare la “copertura” delle linee di attività sopra evidenziate e (ripetiamo) già oggi totalmente assicurate in tutte le strutture ospedaliere e territoriali, rendendo obbligatoria l’istituzione di farmacie ospedaliere anche nei tanti Ospedali e Cliniche  (privati accreditati e non) che ne sono privi, con grave nocumento per gli assistiti e per il governo della spesa.
 
Vorremmo  soffermarci, anche, sulla illogicità correlata al previsto inserimento della figura del farmacologo medico che eserciterebbe in completa autonomia all’interno  delle strutture complesse di farmacia.  In tale contesto va sottolineato che bisogna necessariamente considerare il ruolo di terzietàsvolto attualmente dai dirigenti farmacisti ospedalieri, che restano figure superpartes nella  “gestione del rischio clinico e impostazione dei protocolli diagnostici terapeutici assistenziali in accordo con il medico clinico”. Se tale funzione, così come prevede il disegno di legge, fosse svolta da un medico, si creerebbe inevitabilmente un conflitto nell’atto medico della prescrizione, storicamente di competenza esclusiva del medico curante del reparto.
 
Inoltre c’è da evidenziare che ci si occupa e preoccupa solo di una parte delle attività(le più “nobili”) già svolte con successo dai dirigenti farmacisti pubblici e non si cita in alcun modo la questione della gestione delicatissima, in termini assistenziali ed economici, dei Dispositivi Medici, che sempre più spesso sono associati ai farmaci in kit atti alla somministrazione, così come non ci si preoccupa delle UFA, della galenica clinica, della definizione dei capitolati di gara, della verifica di qualitàdei prodotti e di numerose altre attivitàche rischierebbero in breve tempo di diventare orfane.
 
Infatti, se questo disegno di legge dovesse proseguire il suo percorso, il rischio che si correrebbe, in un contesto socio-economico caratterizzato da risorse finanziarie limitatissime, consisterebbe nella ulteriore sottrazione di fondi di tutti i servizi giàesistenti comprese le farmacie pubbliche.
 
In relazione alle motivazioni espresse si ritiene davvero incomprensibile oltre che inaccettabile la proposta di legge presentata che, sostanzialmente, prevede, come già detto, una inutile quanto dannosa duplicazione di funzioni, sovrapposizione di ruoli e che avrà  il devastante effetto di frantumare l’organicitàdi una materia certamente  complessa e, a tutt’oggi, ampiamente governata.
 
Roberta Di Turi
Segretario Generale FASSID Area SiNaFO
 
Giangiuseppe Console
Presidente FASSID Area SiNaFO

R.Di Turi e G.Console

24 Giugno 2019

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