Lite in sala parto: per Fazio è giunto il momento di abbassare i toni

Lite in sala parto: per Fazio è giunto il momento di abbassare i toni

Lite in sala parto: per Fazio è giunto il momento di abbassare i toni
Mentre migliorano le condizioni di salute del piccolo al centro della nuova vicenda di Messina, il ministro invita alla responsabilità in attesa dei risultati degli accertamenti.
Ma i radicali ribattono: servono linee guida e protocolli per il percorso parto. 

“Per non creare inutili allarmismi, in attesa di accertamenti, mi sembra sia realmente opportuno e responsabile abbassare i toni”. Così il  ministro della Salute, Ferruccio Fazio, a margine della presentazione al Coni della candidatura ai Mondiali di ciclismo 2013, ha commentato la notizia, resa nota ieri, di una nuova lite in sala parto tra medici. “Mi sembra chiaro – ha aggiunto il ministro – che le preoccupazioni siano superate dagli eventi e ho letto le dichiarazioni dell’avvocato della coppia che di fatto nega che ci sia stato un litigio fra i medici”.

Nelle stesse ore, Silvio Viale, esponente radicale e ginecologo presso l’Ospedale S.Anna di Torino, chiede che il percorso parto venga normato in modo da evitare comportamenti divergenti dei medici sul territorio nazionale ed eventuali interventi dettati da vantaggi personali o aziendali: “Per evitare che i medici seguano le convenienze del momento occorre che ci siano linee guida e protocolli realistici, informazioni corrette e fondi regionali e nazionali adeguati per gli inevitabili eventi avversi”, ha dichiarato Viale. “Sfido quindi il ministero a dare i dati sulla mortalità materna e neonatale, sapendo che la mortalità reale è superiore, a seconda delle Regioni, da 2 a 7 volte rispetto a quella rilevata dalle statistiche ufficiali”. 

“Non si può dire un giorno che i cesarei sono troppi – ha proseguito – e poi accanirsi il giorno dopo perché non si sarebbe fatto un cesareo in più. Ci vuole un’assunzione di responsabilità della politica e dell’informazione che sappia fornire e collegare i dati senza strillare solo per convenienza”. 

Infine, “mi chiedo perché non ci si ponga l’obiettivo di uniformare il dato nazionale al 20-30%”, soprattutto alla luce dei dati sulla mortalità: “sono 15 le donne morte per gravidanza nel 2010 di cui i giornali hanno dato notizia, ma il loro numero reale è maggiore”.

Intanto da Messina giungono notizie sulle condizioni di salute del piccolo al centro della vicenda: "Il piccolo Giosuè sta meglio, non è più in coma farmacologico", ha riferito Ignazio Barberi, direttore dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina. "l bimbo – ha concluso – respira da solo, stiamo naturalmente continuando la terapia prevista. Sapremo dire qualcosa di più sulle sue condizioni nei prossimi giorni".

 

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21 Settembre 2010

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