Malavasi (Pd): “Solidarietà ai lavoratori della sanità privata: ora servono fatti, non promesse”

Malavasi (Pd): “Solidarietà ai lavoratori della sanità privata: ora servono fatti, non promesse”

Malavasi (Pd): “Solidarietà ai lavoratori della sanità privata: ora servono fatti, non promesse”

Solidarietà piena e convinta ai lavoratori della sanità privata che sciopereranno il 17 aprile. La disparità di trattamento tra pubblico e privato accreditato è costituzionalmente inaccettabile. Abbiamo proposto un pacchetto di emendamenti per l'equità. Chi cura gli altri merita di essere curato nei suoi diritti.

Come capogruppo del Pd in commissione affari sociali della Camera piena solidarietà allo sciopero del 17aprile indetto da CGIL-CISL-UIL e proposte concrete che mettano fine alle disparità di trattamento tra pubblico e privato accreditato.

Un ritardo intollerabile, una ferita costituzionale

Come capogruppo Pd in commissione affari sociali della Camera esprimo solidarietà piena e convinta alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata, che sciopereranno il 17 aprile su iniziativa di CGIL-CISL-UIL. Quella di questi professionisti non è una lotta di oggi: è una battaglia che dura da troppi anni, alimentata dall’indifferenza anche di chi ci governa.

Il nodo è chiaro e non ammette equivoci: un infermiere, un fisioterapista, un tecnico di laboratorio che lavora in una struttura privata accreditata svolge le stesse identiche mansioni, possiede la stessa formazione e le stesse abilitazioni del collega del settore pubblico. Eppure viene retribuito in modo significativamente inferiore. Questa disparità non è solo ingiusta sul piano morale ma è costituzionalmente inaccettabile.

Un settore in espansione che scarica i costi sui lavoratori

La sanità privata accreditata è in forte crescita. Opera con rischi imprenditoriali contenuti, grazie alla remunerazione garantita dal Servizio sanitario nazionale, e genera profitti consistenti. Eppure questa prosperità non si traduce in condizioni di lavoro eque per chi la rende possibile ogni giorno. I lavoratori non chiedono privilegi: chiedono equità. Per questo il il Pd ha proposto un pacchetto di emendamenti alla legge delega sul riordino delle professioni sanitarie che punta a: migliorare formazione e condizioni economiche dei professionisti, valorizzare e tutelare tutte le professioni sanitarie, incentivare la permanenza nelle aree carenti, introdurre innovazione digitale, e garantire maggiore partecipazione nelle decisioni del SSN.

Partecipazione reale, non decorativa

Gli emendamenti del PD puntano a una riforma strutturale del rapporto tra professionisti della salute e governo del sistema sanitario, andando oltre la questione salariale. Tra le proposte più rilevanti: l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio presso la Conferenza Stato-Regioni, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali, per monitorare formazione, assunzioni e condizioni di lavoro. Un piano nazionale pluriennale delle risorse umane sanitarie, basato su indicatori oggettivi e sulla valorizzazione di tutte le professioni. Un piano di assunzioni a tempo indeterminato nel SSN, con contratti flessibili solo in casi eccezionali e sempre d’intesa con i sindacati. L’allineamento dei trattamenti dei medici in formazione in medicina generale a quelli specialistici. La valorizzazione delle professioni infermieristiche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, con percorsi specialistici avanzati. L’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’attività clinica e organizzativa.

Questi interventi non riguardano solo il settore pubblico: garantiscono equità anche ai professionisti della sanità privata, riducendo disparità salariali e di opportunità.

Il Parlamento abbia il coraggio di scegliere.

Come Pd chiediamo al Parlamento di dimostrare la saggezza politica necessaria per lavorare in questa direzione, superando le logiche di schieramento in nome dell’interesse generale. Nei confronti dei professionisti della salute, lo Stato ha ancora un debito di riconoscenza aperto dalla tragedia del COVID-19: un debito che va onorato con norme concrete, non con applausi stanchi e rituali.

“Chi cura gli altri merita di essere curato nei suoi diritti.”

Continueremo a batterci senza sosta affinché il rinnovo contrattuale nella sanità privata venga chiuso definitivamente e affinché nasca un nuovo modello di contrattazione che metta al centro la dignità dei professionisti della salute e la qualità delle cure per tutti i cittadini. Perché la salute è un diritto costituzionale, e chi lo garantisce ogni giorno non può essere lasciato solo.

Ilenia Malavasi
Capogruppo PD Commissione affari sociali Camera

Ilenia Malavasi

16 Aprile 2026

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