Manovra. Medici fiscali Anmefi contro selezione concorsuale entro la lista ad esaurimento

Manovra. Medici fiscali Anmefi contro selezione concorsuale entro la lista ad esaurimento

Manovra. Medici fiscali Anmefi contro selezione concorsuale entro la lista ad esaurimento
“Una selezione concorsuale entro la lista ad esaurimento dei medici con priorità è conforme esclusivamente ai desiderata dell'Ente Previdenziale e comporterebbe una deleteria frammentazione della categoria, oltre a comportare una disposizione delle risorse con vincolo di destinazione non discriminabili dalle altre spese dell'Istituto”. Così Anmefi commentando l’inammissibilità dell'emendamento 35.3 e chiedendo di evitare una sua riproposizione da parte del Governo.

Dopo aver registrato positivamente l’inammissibilità dell'emendamento 35.3 proposto in Commissione Bilancio, lesivo degli interessi dei medici di controllo, ora Anmefi allerta il Governo e i Parlamentari perché lo stesso non venga fatto proprio come emendamento da parte del Governo, convinta che “l’eventuale riproposizione in diverso contesto di tale emendamento risulterebbe oltremodo dannoso ed umiliante per la nostra categoria”.
 
Visto il decreto Legislativo del 25 maggio 2017, n. 75, e tenuto conto del fatto che i medici fiscali deputati a svolgere le funzioni di controllo sono i medesimi – sostiene l’organizzazione sindacale – “una selezione concorsuale entro la lista ad esaurimento dei medici con Priorità (posto che l'emendamento ne prevede anche altri già in convenzione con l'Inps per altre funzioni) è conforme esclusivamente ai desiderata dell'Ente Previdenziale e comporterebbe una deleteria frammentazione della categoria, oltre a comportare una disposizione delle risorse con vincolo di destinazione non discriminabili dalle altre spese dell'Istituto”.
 
E nella lettera inviata Anmefi ricorda come “il senso di una stabilizzazione dei professionisti interessati, medici di controllo dei lavoratori in malattia, con incarichi anche trentennali dalle caratteristiche della parasubordinazione (peraltro mai formalmente riconosciuta) è quello di una convenzione con tutele certe, che ponga fine alla precarietà così lungamente perpetuata, applicabile a tutti i medici con i requisiti di legge, come recentemente disposto dal Legislatore”.

In pratica si ritiene “necessaria una convenzione comparabile a quella prevista dall'Acn del Ssn, senza selezione concorsuale e in continuità rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente. Nel caso avversato dell'instaurazione di un procedimento per selezione, si rende imprescindibile una precisa norma di salvaguardia per tutti i medici della lista ad esaurimento in continuità rispetto alle tutele, previste anch'esse dalle normative vigenti”.

Non trascurabile quanto correttamente richiamato dall’organizzazione riguardo “la terzietà del ruolo dei medici fiscali, ovvero la loro intrinseca autonomia rispetto all'Ente e ai datori di lavoro nelle funzioni espletate: funzioni pubblicistiche, mediche e di tutela dei diritti dei lavoratori, così come costituzionalmente previste. Tale caratteristica peculiare del loro lavoro, trasversalmente riconosciuta e tutelata nelle sedi istituzionali da trent'anni a questa parte, ha sempre costituito un limite invalicabile e giuridicamente azionabile rispetto a qualsiasi commistione o confusione con i profili di internità della diversa figura del medico d'Istituto. Si chiede pertanto che le disposizioni legislative che riguardano la categoria ne tengano conto in ogni circostanza”.

22 Novembre 2018

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