Manovra. Passo indietro sui contratti di collaborazione per i medici, il Governo rivede il suo parere: probabile la bocciatura. Verso il no anche gli emendamenti PD per ammorbidire il tetto di spesa del personale

Manovra. Passo indietro sui contratti di collaborazione per i medici, il Governo rivede il suo parere: probabile la bocciatura. Verso il no anche gli emendamenti PD per ammorbidire il tetto di spesa del personale

Manovra. Passo indietro sui contratti di collaborazione per i medici, il Governo rivede il suo parere: probabile la bocciatura. Verso il no anche gli emendamenti PD per ammorbidire il tetto di spesa del personale
Il parere favorevole del Governo sull'emendamento che andava a modificare il Dlgs 502/92, dopo l'esame di ieri notte in V Commissione, è diventato contrario. Probabile accoglimento per i sub emendamenti identici 0.41.027.11 Mandelli (FI) e 0.41.027. 29 Lucaselli (FdI), che andranno a sopprimere il comma 3. Verrebbe così meno la possibilità per le Asl di conferire incarichi individuali, con contratto di lavoro autonomo, a personale medico, anche per lo svolgimento di funzioni ordinarie. L'emendamento, inoltre, apriva alla possibilità di reclutare medici privi di specializzazione.

L’emendamento alla manovra  sui contratti individuali per il personale medico che sta creando forti proteste sindacali e accuse di ritorno al precariato potrebbe non vedere mai la luce.
 
Nella notte il Governo ha infatti trasformato da positivo in negativo il suo parere sull'emendamento del relatore 41.027 che al comma 3 autorizzava le Asl in carenza di medici a coprire i buchi anche con incarichi individuali con contratto di lavoro autonomo al personale medico.
 
A questo punto i rumors danno per molto probabile l’approvazione di due subemendamenti identici, ancor prima di mettere al voto l’emendamento contestato, lo 0.41.027.11 Mandelli (FI) e lo 0.41.027. 29 Lucaselli (FdI), che sopprimono per l’appuntamento il comma 3 dell’emendamento del relatore.
 
Gli altri due commi dell’emendamento del Relatore – uno sull’indennità di esclusività che entra a far parte del monte salari, caro ai sindacati e l’altro, caro alle Regioni, per lo svincolo di alcune somme del Fsn attualmente vincolate (borse di studio Mmg, assistenza sanitaria agli immigrati e riqualificazione attività libero professionale) – resterebbero invece in pista con una probabile riformulazione del testo originale che terrebbe conto della bocciatura del comma 3.
 
Se andrà così verrebbe quindi meno la possibilità per le Asl di conferire incarichi individuali, con contratto di lavoro autonomo, a personale medico, anche per lo svolgimento di funzioni ordinarie. Ricordiamo che l'emendamento apriva anche alla possibilità di reclutare medici privi di diploma di specializzazione, salvo alcune eccezioni. Una ipotesi (sembra caldeggiata dalla Lega e contrastata invece da Grillo) che, come abbiamo visto, ha fatto infuriare tuti i sindacati medici.
 
Verso il no anche i sub emendamenti Carnevali (PD) 0.41.027.18 e 0.41.027.23 che intervengono sul tetto di spesa per il personale. Entrambe le proposte, che hanno ricevuto parere negativo, puntano a modificare la legge 111/2011, "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria", laddove, per il conseguimento di obiettivi di finanza pubblica, il tetto di spesa per il personale veniva fissato all'ammontare dell'anno 2004 diminuito dell'1,4 per cento. Ricordiamo che questo tetto, nella legge di Bilancio 2018 era stato rivisto al ribasso dello 0,1% (dunque all'ammontare dell'anno 2004 ridotto dell'1,3 per cento). I sub emendamenti PD puntano ora ad eliminare anche questo “- 1,3%”.
 
Quanto alle coperture finanziarie, si propone di sopprimere il Fondo per l'attuazione del programma di Governo, all'articolo 55 del disegno di legge di bilancio 2019, per il quale era prevista una dotazione di 185 milioni di euro per l'anno 2019 e di 430 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.
 
Va infine sottolineato che, almeno per il momento, non sono più presenti in manovra proposte per il superamento del tetto di spesa per il personale. Una misura che era stata preannunciata dalla stessa ministra della Salute, Giulia Grillo, nell'intervista  a Quotidiano Sanità in occasione dello  sciopero dei medici: "Nella Conferenza Stato-Regioni convocata in proposito il prossimo 29 novembre, è arrivato il momento di mettere sul piatto il vero problema per il personale in sanità: la rimozione dell'anacronistico parametro del tetto di spesa sul personale fermo ormai da circa 15 anni. È un aspetto – ci aveva detto il ministro nell’intervista – non più tollerabile. È da mesi che lavoro su questo tema. Adesso con il supporto del Mef mi auguro proprio che si superi questo problema non più rinviabile. Una battaglia che sono certa Garavaglia vorrà condividere come me considerato anche il suo precedente ruolo. Noi come ministero faremo tutto ciò che è in nostro potere per riaprire questo capitolo: nuove assunzioni significano futuro per il servizio pubblico e regole certe per chi lavora con contratti fantasiosi. Sarebbe il modo migliore per festeggiare i 40 anni dell’istituzione del Ssn".
 
Al momento non sembra stia andando come auspicato da Grillo ma il cammino della legge di Bilancio è ancora lungo e sono escluse successive modifiche del testo nel corso del prossimo passaggio al Senato.

Giovanni Rodriquez

G.R.

04 Dicembre 2018

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