Medicina. Gelmini e Mandelli (FI): “Aumento posti aggraverà imbuto formativo”

Medicina. Gelmini e Mandelli (FI): “Aumento posti aggraverà imbuto formativo”

Medicina. Gelmini e Mandelli (FI): “Aumento posti aggraverà imbuto formativo”
I deputati di Forza Italia criticano il decreto del Miur-Salute che ha aumentato i posti per la facoltà di Medicina. "Il grave problema della carenza di medici specialisti necessita di interventi urgenti per evitare la chiusura di interi reparti ed ospedali. È in gioco la salute degli italiani e il governo sta procedendo in modo disorganico e insufficiente".

"Il grave problema della carenza di medici specialisti – che già si è manifestato in molte Regioni – necessita di interventi urgenti per evitare la chiusura di interi reparti ed ospedali. È in gioco la salute degli italiani e il governo sta procedendo in modo disorganico e insufficiente. Non è infatti aumentando il numero degli accessi alle facoltà di Medicina e Odontoiatria, come annunciato dal Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, che si risolverà il problema, anzi andremo ad aggravare il cosiddetto imbuto formativo". È quanto affermano in una nota i deputati di Forza Italia, Mariastella Gelmini e Andrea Mandelli.
 
"Di qui al 2025, quando si stima che il problema raggiungerà il suo picco con oltre 16mila posti non coperti in medicina d'urgenza, pediatria, chirurgia generale, anestesia e rianimazione, non avremo infatti ancora formato chi oggi si iscrive all'Università – aggiungono – e i nuovi studenti finiranno in un limbo di precarietà. Ciò che serve è aumentare le borse di specializzazione ben oltre quanto è stato preannunciato dal Ministro Grillo. Come hanno richiesto, inascoltati, la quasi totalità delle associazioni degli specializzandi e come ha sottolineato il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli. Altrettanta chiarezza e trasparenza va fatta sul nuovo concorso per la specializzazione: è inaccettabile che ad oggi il Ministero non abbia ancora pubblicato il decreto di ripartizione dei posti. Non si può giocare, oltre che sulla pelle dei pazienti, anche su quella dei medici abilitati che già hanno fatto enormi sacrifici, anziché starsene sul divano ad aspettare l'assistenzialismo di Stato".


 


"La grave emergenza che sta colpendo il sistema sanitario nazionale per la carenza di medici specializzati (chirurghi, anestesisti, pediatri, ortopedici, cardiologi, ecc?) e che raggiungerà il suo apice nel 2025 (per effetto della curva pensionistica, in quell'anno i posti carenti potrebbero superare le 16mila unità) non è il frutto del caso, e non sarà risolta con le estemporanee ed insufficienti misure di questo governo". Lo affermano in una nota i deputati di Forza Italia Stefano Mugnai, Valentina Aprea, Claudia Porchietto, Carlo Giacometto e Roberto Novelli.


 


"Serve una riforma organica del settore – sollecitano – che scongiuri le misure tampone come l'utilizzo dei medici militari o il richiamo in servizio dei pensionati, e offra soluzioni stabili. Una riforma che potrebbe prendere le mosse dall'istituzione di corsi di laurea in medicina direttamente abilitanti; da un piano straordinario di assunzioni del personale medico specializzato che oggi lavora a partita Iva; da una seria programmazione pluriennale che tenga conto delle esigenze future del sistema e da una complessiva riorganizzazione delle specializzazioni, che blocchi il fenomeno degli abbandoni (circa 500 l'anno). Insomma il fenomeno va affrontato con urgenza e determinazione e non è sufficiente allargare la platea dei futuri laureati, come ha fatto il ministro Bussetti: una strategia che, grazie all'imbuto formativo, non avrà gli effetti sperati, e illuderà una generazione di aspiranti medici che non riusceranno poi a specializzarsi per l'esiguità dei posti". "Forza Italia per questi problemi – come per quelli relativi alla analoga situazione della medicina di base – è pronta a confrontarsi con tutti gli operatori del settore (ordini professionali, sindacati, associazioni degli specializzandi, ecc?) per formulare una proposta organica di riforma", concludono.

03 Luglio 2019

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