Numero chiuso a Medicina. Impossibile superarlo nel breve termine ma si potrebbe virare verso un modello alla francese

Numero chiuso a Medicina. Impossibile superarlo nel breve termine ma si potrebbe virare verso un modello alla francese

Numero chiuso a Medicina. Impossibile superarlo nel breve termine ma si potrebbe virare verso un modello alla francese
Sulla base degli impegni che i rappresentanti dei diversi partiti, intervenendo su Quotidiano Sanità, hanno preso nel corso della campagna elettorale sembrerebbe emergere un indirizzo abbastanza chiaro: superare in maniera definitiva il numero chiuso è impossibile. Sarà quindi necessario mantenere la programmazione, rivedendola al rialzo. Altro intervento sul quale potrebbe aprirsi un dibattito parlamentare riguarda il superamento dell'attuale test di accesso in favore di una selezione sulla base del modello francese

Che ne sarà del numero chiuso a medicina? A quasi tre settimane dalle elezioni e a ridosso dalla formazione del nuovo Governo possiamo provare a fare il punto su questo tema sulla base degli impegni che i rappresentanti dei diversi partiti, intervenendo su Quotidiano Sanità, hanno preso nel corso della campagna elettorale.

Da questi sembrerebbe emergere un indirizzo abbastanza chiaro: superare in maniera definitiva il numero chiuso è impossibile, almeno a breve termine. Sarà quindi necessario mantenere la programmazione, rivedendola al rialzo. Altro intervento sul quale potrebbe aprirsi un dibattito parlamentare riguarda il superamento dell’attuale test di accesso in favore di una selezione sulla base del modello francese con iscrizione aperta al primo anno o biennio, e successiva selezione basata su criteri meritocratici e inerenti il percorso che si voglia seguire.

L’adozione di un modello francese di selezione alle facoltà di medicina è stata ad esempio auspicata dal responsabile sanità di Fratelli d’Italia, il partito che ha trionfato lo scorso 25 settembre alle urne. Marcello Gemmato ha proposto come soluzione, oltre ad aumentare i posti disponibili per le facoltà sanitarie, il superamento dell’attuale blocco all’ingresso al primo anno per mezzo di “test che poco attengono alla preparazione medico-scientifica del candidato”. Nel programma di FdI si lancia il modello francese “con un libero accesso al primo anno e una selezione spostata al secondo anno in base al numero di esami superati. In questo modo si potrà far andare avanti quelle persone che hanno dimostrato sul campo di valere”. 

Una posizione simile è stata espressa da Mariolina Castellone (M5S) che sulle nostre pagine ha proposto un accesso aperto ad un biennio che sia comune a tutte le facoltà scientifiche per poi, solo a quel punto, prevedere una selezione sulla base dei risultati ottenuti agli esami.

Di contro, se anche per il responsabile sanità di Forza Italia Andrea Mandelli la programmazione resta una scelta “ineludibile”, non si può pensare di “spalancare le porte di Medicina in modo indiscriminato perché la qualità della formazione deve essere assolutamente preservata”. Si tratta quindi di individuare “meccanismi di ammissione più inclusivi, ancorati alla pianificazione dei fabbisogni e magari capaci di avviare una parte di studenti a professioni sanitarie per le quali sono più versati, ma che non siano per forza la specializzazione in una branca medica”.

Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo anche Walter Ricciardi, responsabile sanità di Azione. Per Ricciardi, infatti, non è possibile far entrare ogni anno 65mila studenti nelle facoltà di medicina: “Poi che facciamo, teniamo le lezioni negli stadi? La qualità della formazione è fondamentale per professioni così delicate. Quello che dobbiamo fare è invece accelerare sulla specializzazione. Intervenendo sul numero chiuso si andrebbero invece a creare nuovamente quell’imbuto formativo che con difficoltà abbiamo superato dopo tanti anni grazie a questo governo”.

Infine, per la responsabile sanità del Partito Democratico Sandra Zampa, si potrebbe mettere mano alla programmazione ma senza superare il meccanismo del numero chiuso. E questo perché, anche secondo Zampa, si andrebbero altrimenti a “ricreare quegli imbuti formativi che abbiamo solo oggi superato grazie agli sforzi del ministro Speranza”. 

In conclusione quindi non è atteso alcun superamento del numero chiuso, almeno nel breve termine. Si potrebbe invece mettere mano da una parte alla programmazione rivedendola al rialzo, e dall’altra non è da escludersi un dibattito in Parlamento sull’adozione di nuovi meccanismi di selezione sul modello francese, dopo il primo anno o biennio di corsi in comune tra tutte le facoltà scientifiche.

Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

12 Ottobre 2022

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