Riforma farmaceutica. Omeoimprese al Senato: “Riconoscere la specificità dei medicinali. Aifa ha dato un’interpretazione restrittiva”

Riforma farmaceutica. Omeoimprese al Senato: “Riconoscere la specificità dei medicinali. Aifa ha dato un’interpretazione restrittiva”

Riforma farmaceutica. Omeoimprese al Senato: “Riconoscere la specificità dei medicinali. Aifa ha dato un’interpretazione restrittiva”

La presidente Nencioni alla Commissione Affari sociali: “Da oltre vent’anni l’Italia non dà piena attuazione alla direttiva europea sulle indicazioni terapeutiche”.

I medicinali omeopatici chiedono di uscire da un “vincolo eccessivamente penalizzante”. Lo ha dichiarato Silvia Nencioni, presidente di Omeoimprese, l’associazione che riunisce i produttori e distributori di farmaci omeopatici, nel corso dell’audizione odierna presso la 10ª Commissione Affari sociali del Senato, impegnata nell’esame del disegno di legge delega per il riordino della legislazione farmaceutica.

“Chiediamo che il nuovo Testo Unico della legislazione farmaceutica riconosca pienamente le specificità dei medicinali omeopatici e ne legittimi una comunicazione adeguata”, ha dichiarato Nencioni, sottolineando la necessità di assicurare “una collocazione coerente nel quadro generale della disciplina del farmaco, nel rispetto del diritto europeo, della libertà prescrittiva del medico e del diritto del cittadino a una informazione trasparente”.

La presidente ha evidenziato due criticità strutturali che da anni penalizzano il settore. La prima riguarda l’interpretazione restrittiva dell’Aifa: “La normativa del 2006 – ha spiegato – consente espressamente alle aziende di fornire ai professionisti della salute documentazione informativa sui medicinali omeopatici basata su letteratura adeguata. Tuttavia, a partire dal 2021, Aifa ha dato un’interpretazione restrittiva che ha ridotto l’effettiva portata della disposizione, limitando l’informazione a riferimenti molto generici sulle sostanze e rendendo complesso il collegamento al farmaco, alla posologia e all’ambito di applicazione”.

La seconda criticità riguarda l’assenza delle indicazioni terapeutiche. “Pur essendo classificati come medicinali – ha proseguito Nencioni – agli omeopatici è preclusa la possibilità di riportare le indicazioni terapeutiche. Questo perché l’Italia, da oltre vent’anni, non si è decisa a dare piena attuazione all’articolo 16.2 della direttiva europea 219/2006”.

Da qui la richiesta di rivedere le disposizioni normative e la loro interpretazione, per liberare i medicinali omeopatici da vincoli giudicati eccessivamente penalizzanti.

28 Aprile 2026

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