Sì della Conferenza Stato Regioni allo schema di decreto per il miglioramento della qualità dei servizi trasfusionali

Sì della Conferenza Stato Regioni allo schema di decreto per il miglioramento della qualità dei servizi trasfusionali

Sì della Conferenza Stato Regioni allo schema di decreto per il miglioramento della qualità dei servizi trasfusionali
Ma le Regioni chiedono risorse adeguate. Con il provvedimento che recepisce la Direttiva Ue si garantisce che nei servizi trasfusionali e nelle unità di raccolta gestite dalle Associazioni e dalle federazioni di donatori siano applicate le linee direttici di buone prassi garantendo anche conformità ai requisiti del Codice comunitario dei medicinali. IL DOCUMENTO

Parere positivo della Conferenza Stato Regioni, allo schema di Decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2016/1214 che modifica le norme e le specifiche del sistema di qualità per i servizi trasfusionali. Ma dalle Regioni arriva anche la richiesta, contenuta in un documento consegnato al Governo, di definire in un futuro Accordo Stato Regioni sia risorse adeguate per i servizi trasfusionali sia  le competenze tra il ministero della Salute, il Centro nazionale sangue e le Regioni per quanto che riguarda la materia inerente l'autorizzazione e l’accreditamento delle strutture.
Un provvedimento che punta quindi a migliorare la qualità dei servizi trasfuzionali con un obiettivo: far sì che i processi trasfusionali vengano resi conformi oltre che alle norme e alle specifiche applicabili al sistema di qualità e alle direttici di buone prassi anche ai requisiti del Codice comunitario dei medicinali.
 
In particolare si prevede che ministero della Salute e della Difesa per il servizio trasfusionale, il Centro sangue, le Regioni e le provincie autonome assicurino che siano applicate le linee direttici di buone prassi nei servizi trasfusionali e nelle unità di raccolta gestite dalle Associazioni e dalle federazioni di donatori.
 
Tra le molte indicazioni contenute nel provvedimento approvato, quelle realtive alle buone prassi prevedono che: siano identificate le figure chiave all’interno delle strutture e definite in modo chiaro le responsabilità e il loro livello di autorità (con particolare riferimento ai responsabili del servizio, della funzione di garanzia della qualità, della preparazione degli emocomponenti, e del controllo di qualità); implementati i sistemi di gestione dei processi “critici” prevedendo attività di analisi e valutazione dei rischi, convalida e pianificazione, monitoraggio, miglioramento e gestione controllata delle modifiche.
 
E ancora, definite le procedure per la qualificazione e il mantenimento delle competenze di tutte le figure professionali coinvolte, e implementati i sistemi di gestione controllata delle risorse strutturali, tecnologiche e materiali utilizzate. Adottati i sistemi di registrazione dei dati finalizzati a garantire la tracciabilità degli elementi salienti dei processi/attività con impatto sulla qualità e sulla sicurezza del prodotto; e infine attivato un sistema di monitoraggio per identificare e correggere eventuali situazioni e non conformità nonché individuare la necessità di miglioramento degli standard qualitativi applicabili.

31 Gennaio 2018

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