Spesa sanitaria italiana sotto soglia sicurezza Ocse? Basta con le balle

Spesa sanitaria italiana sotto soglia sicurezza Ocse? Basta con le balle

Spesa sanitaria italiana sotto soglia sicurezza Ocse? Basta con le balle
Come riuscire a trasformare una opportuna segnalazione di difficoltà economica del settore sanitario in un boomerang, sparandola veramente grossa. C'è riuscito il neo assessore al Bilancio della Lombardia durante la sua audizione sul Def in rappresentanza delle Regioni davanti alle Commissioni speciali di Camera e Senato. Ecco cosa ha detto

Sostenere che le risorse pubbliche per la sanità siano poche è ovviamente legittimo. Chi non vorrebbe risorse illimitate per curare meglio le persone, pagare meglio medici e operatori, rifare gli ospedali, comprare nuovi macchinari, dare a tutti i farmaci innovativi il prima possibile e via dicendo)…?
 
Ma farlo, dicendo fesserie, può diventare un boomerang.
 
E’ già successo negli anni scorsi con la balla delle decine di miliardi bruciati in corruzione e malaffare (fortunatamente ormai definitivamente smentiti da Raffaele Cantone), è proseguita con le indagini molto dubbie sui milioni di italiani che rinuncerebbero alle cure perché senza soldi (anche in questo caso cifre ampiamente riviste al ribasso dall’Istat e soprattutto ridimensionate nella loro valenza in quanto stiamo parlando di rinuncia o di rinvio di cure tutt’altro che essenziali).
 
E in ultimo la super balla dell’allarme Oms che avrebbe indicato nel 6,5% di incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil, la soglia sotto la quale la salute dei cittadini diventa a rischio.
 
Non è bastata la netta smentita dell’Oms. Ci sono ricascati giornali e politici ed oggi, tra l’altro facendo confusione tra Oms e Ocse, c’è cascato anche il rappresentante delle Regioni durante la sua audizione sul Def alle Commissioni speciali di Camera e Senato.
 
I Lea “non sono più adeguati a quelli di un Paese civile: dal 2018 al 2019 si passa dal 6,6% a 6,4% del Pil, cioè sotto la soglia del 6,5% definita dall'Ocse come minima per garantire la tutela delle prestazioni”, così ha detto Davide Caparini, il neo assessore al Bilancio della Lombardia e rappresentante della Conferenza delle regioni, nel corso dell'audizione, inanellando una serie di affermazioni non solo inesatte ma del tutto inventate (non esiste questa fantomatica soglia, non lo ha mai detto l'Oms né tantomeno l'Ocse).
 
 
Ma perché questa del rapporto Spesa sanitaria PIl, qualsiasi sia la soglia, è una balla colossale? Perché il Pil non è un'entità statica. Esso può crescere e scendere e questo ha ovvie ricadute sui pesi percentuali delle sue diverse componenti. Se il Pil cresce e la spesa sanitaria poniamo resti al 6,5%, avremo in realtà più risorse di prima a parità di incidenza di Pil, come, al contrario, se il Pil scendesse e la quota di spesa sanitaria restasse sempre al 6,5%, in realtà avremo meno risorse di prima.
Parlare di una soglia del 6,5% è quindi una vera e propria fake news come quella dell'allarme Oms (ora diventato Ocse, sic!) per la sostenibilità del nostro Ssn.
 
Tutte queste balle in sanità fanno male, sono pericolose, anche se buttate lì magari a fin di bene (un po’ di sano allarmismo non fa male a nessuno!, anche se bisognerebbe sempre ricordare come va a finire la storiella de al lupo, al lupo…), perché di balle si muore e la prima a morire, se non la smettiamo, sarà proprio la sanità pubblica.
 
Cesare Fassari
 
PS. Nella sintesi dell'audizione pubblicata in serata sul sito della Conferenza delle Regioni e nella nota diffusa dalla Lombardia la frase dell'assessore sulla soglia Ocse non è stata ripresa. Forse anche grazie a questa nostra segnalazione.

Cesare Fassari

15 Maggio 2018

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