Cgil, “Ristabilire l’esclusività obbligatoria per i medici pubblici”
Secondo i sindacalisti, la soluzione migliore per abbattere ogni criticità nel rapporto tra attività medica pubblica e privata, in ogni caso, sta nel reintrodurre l’obbligatorietà dell’esclusività di rapporto per tutti i medici pubblici, “a partire da chi ha le maggiori responsabilità gestionali. Se anche chi dirige il reparto appena esce dall’ospedale pubblico può operare nella clinica privata difficilmente si potrà avere limpidezza”.
I sindacalisti ribadiscono invece la loro contrarietà al Disegno di Legge sul Governo Clinico in discussione alla Camera, “che permetterebbe a tutti i medici e gli operatori del servizio sanitario nazionale di lavorare liberamente nel privato con controlli effettivi ancor più evanescenti. Per difendere il diritto alla salute dei cittadini e per meglio tutelare i medici e gli operatori che vogliono operare solo nel servizio pubblico con qualità del lavoro – concludono Cozza, Taranto e Cecconi -, c’è bisogno di una libera professione intramuraria svolta in una casa di vetro gestita dall'azienda pubblica negli spazi, nelle prenotazioni e nei pagamenti, senza più attività consentita anche nel privato, in primo luogo a tutela della trasparenza delle liste di attesa”.
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08 Settembre 2010
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