Cisl Medici: “La tutela della sicurezza sul lavoro è un diritto. Chiediamo interventi immediati”
“Studiare anni con grandi sacrifici, dedicare la vita ad aiutare le persone non sarebbe possibile senza una motivazione interiore, umana prima che scientifica a ridurre se non eliminare la sofferenza, la malattia; essere aggrediti nell’esercizio della professione, mentre la propria aspirazione è portare aiuto è destabilizzante fisicamente e psicologicamente”, prosegue Bettin. Che evidenzia come “purtroppo non è un caso isolato, ma solo l’ultimo di una serie di violenze e aggressioni a medici e infermieri cui noi rifiutiamo di abituarci”.
“Chiediamo quindi risposte adeguate urgenti e non più differibili – dichiara la sindacalista – e un’azione concreta di contrasto al dilagante e preoccupante fenomeno delle aggressioni al personale sanitario da parte di pazienti e loro congiunti. Chiediamo il supporto legale al sanitario aggredito nella denuncia della violenza subita. Chiediamo, come più volte ribadito dalla Cisl Medici che le Aziende ospedaliere tra i cui doveri è contemplato garantire che gli operatori lavorino in sicurezza, si costituiscano parte civile ogni qual volta un medico o un operatore sanitario sia vittima di insulti, offese, aggressioni verbali e /o fisiche”.
E ancora “chiediamo che il disegno di legge sulla violenza contro gli operatori sanitari attualmente in commissione igiene e sanità del senato, proceda celermente oppure si preveda la sua trasformazione in Decreto Legge. Chiediamo che i medici siano sempre considerati pubblici ufficiali e che scatti automaticamente per gli aggressori la procedibilità d‘ufficio”.
“La tutela della sicurezza sul lavoro è un diritto – conclude Bettin – per i medici e i professionisti sanitari e al contempo un dovere per coloro i quali hanno l‘onore e l‘onere di garantire tale tutela ai cittadini italiani nessuno escluso medici e operatori sanitari compresi”.
05 Dicembre 2018
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