Senior Italia: “Speranza chiarisca o faccia passo indietro”
"Chiediamo perciò al Ministro Speranza un chiarimento urgente in relazione a quanto dichiarato nella puntata di Porta a Porta di ieri da Piero Di Lorenzo, Presidente e Amministratore Delegato di IRBM. Abbiamo sentito dalla voce del dottor Di Lorenzo che IRBM aveva invitato il Governo Conte a prendere contatti con l’università di Oxford affinché lo Stato italiano diventasse comproprietario dell’unico vaccino senza scopo di lucro, e che in relazione a questo oltre alla disponibilità di Oxford ci sarebbero anche stati diversi incontri con esponenti delle istituzioni. Se le trattative fossero andate avanti, insomma, saremmo diventati comproprietari di un vaccino producibile in stabilimenti italiani, forse ci saremmo garantiti milioni di dosi in più, avremmo avuto la speranza di aiutare tutte le categorie economiche a far ripartire le loro attività".
"Non solo: soprattutto avremmo forse vaccinato gli anziani e i soggetti fragili che, invece, non hanno potuto accedere alla vaccinazione per tempo e hanno così, per colpa di una mancata decisione del Governo e quindi si presume del Ministro competente, perso la vita. Invece, secondo quanto riportato dal Presidente di IRBM sarebbe mancata da parte del Governo la capacità di far fronte a un finanziamento diretto nel giro di pochi giorni a un’università straniera per un totale di 20 milioni di euro, seguito da 50 nel giro di un paio di mesi, che secondo l’ex Ministro Calenda valgono appena qualche minuto del PIL nazionale che perdiamo ogni giorno, tesi avvalorata anche dalle parole di Antonio Tajani. Se tali dichiarazioni fossero confermate chiediamo al Ministro della Salute Roberto Speranza di fare un passo indietro e alle forze politiche di chiedere attraverso interrogazione parlamentare con risposta scritta chiarimenti al Ministro rispetto a una vicenda di tale gravità, ed eventualmente di compiere un atto di sfiducia nei suoi confronti".
"Di fronte a una campagna vaccinale partita tra mille incertezze, alle quotidiane difficoltà delle Regioni legate alla mancanza delle dosi e di direttive adeguate, alle centinaia di vite perse ogni giorno (solo ieri 627), è inaccettabile pensare che ci siamo lasciati sfuggire senza ragioni comprensibili (almeno al momento) e per un onere economico modesto l’opportunità di divenire comproprietari di un fondamentale strumento di sanità pubblica, unica arma di difesa contro il Covid, che avremmo potuto produrre e distribuire in modo rapido e capillare sul territorio nazionale salvando moltissime vite e riaprendo anzitempo le attività produttive", conclude Messina.
08 Aprile 2021
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