Alcolismo e salute mentale. Un binomio inappropriato

Alcolismo e salute mentale. Un binomio inappropriato

Alcolismo e salute mentale. Un binomio inappropriato

Gentile Direttore,
gli attuali fermenti nel mondo delle dipendenze (conferenza nazionale alcol e tossicodipendenze) mi costringono a ritornare su concetti già espressi su questa testata. Nonostante l’acclarato avanzamento scientifico nel settore dei disturbi da uso di alcol (DUA) ancora oggi troppo spesso ci si dimentica che l’inserimento del paziente nell’area della salute mentale non è la scelta ottimale per trattare al meglio questo problema che coinvolge, secondo i criteri del DSM-V del 2013, il 20% della popolazione maschile e il 10-15% di quella femminile.
 
L’alcologia rappresenta indubbiamente la componente preponderante nel settore delle “dipendenze” ed ormai trova commistione con altri disturbi (da sostanze, da gioco, del comportamento alimentare, ecc) e di cui spesso è via d’accesso.
 
Solo in alcune regioni Italiane l’alcologia trova il suo inserimento in dipartimenti per le dipendenze o addirittura di medicina specialistica (Addiction disorders: a need for change. Proposal for a new management. Position paper of Italian Society on Alcohol. Minerva Med 2018; 109: 369-85). Nella maggior parte dei casi sono riassorbite e appiattite nei dipartimenti di salute mentale. Non va bene!
 
Circa il 20% dei ricoveri in degenza ordinaria e il 10% di quelli in terapia intensiva è alcol correlato. In alcuni settori della medicina rappresenta il primo fattore eziologico come per esempio in epatologia (prima causa di cirrosi epatica e di trapianto di fegato).
 
È chiaro che la gestione di questi pazienti (e relative famiglie) con una visione desueta non può migliorare la situazione. Infatti, solo il 10% dei soggetti bisognosi di cure viene identificato. Addirittura in alcune patologie alcol correlate il ritardo diagnostico è fra i 30 e i 40 mesi. Ciò comporta aggravamento clinico, distruzione delle famiglie e costi sanitari e socio-sanitari esorbitanti (Alcohol use disorder in the COVID-19 era: Position paper of the Italian Society on Alcohol. Addiction Biology 2021; e13090).
 
Certamente sono presenti manifestazioni psicopatologiche. La possibile presenza di patologia psichiatrica (primaria o secondaria che sia) è da valutare solo dopo un prolungato periodo di astensione e non in modo puntiforme e comunque anche quando opportunamente identificata e curata la dipendenza va affrontata in un’ambiente culturalmente e scientificamente appropriato. La dipendenza infatti progressivamente si svincola da patologie psichiatriche o da fattori stressanti post-traumatici (Quartini et al, Italian Journal of Addiction – MDD 2021; 42: 27-31).
 
La complessità di questo paziente affetto da problematiche internistiche, psichiatriche, sociali e altro deve essere gestita da più competenze senza particolari etichettature che non portano a risultati significativi nè dal punto di vista clinico nè socio-sanitario. Inoltre la tanto dichiarata affermazione che è necessario costruire un forte legame con familiari caregivers e gruppi di auto mutuo aiuto rimane su larga scala disattesa (solo il 5% ne beneficia secondo la Relazione al Parlamento), (vedere Centro Studi del Centro Alcologico ASL3 Liguria “Auto Mutuo Aiuto, Programmi di Comunità e Formazione Caregivers”).
 
Nell’attesa di formulare altre proposte legislative, in questo periodo (caratterizzato da dati epidemiologici in costante peggioramento) bisognerebbe cominciare ad applicare da parte delle Regioni e delle Aziende Sanitarie Locali ed Ospedaliere una Legge dello Stato già presente (Legge n. 125 del 30 Marzo 2001) che bene delineava ciò che è necessario fare: favorire l’accesso delle persone affette da disturbo da uso di alcol e dei loro familiari in strutture idonee e dedicate, favorire l’informazione e la formazione secondo standard sulla base dell’evidenza scientifica, promuovere la ricerca nel settore e favorire le organizzazioni del privato sociale senza fini di lucro e le associazioni di auto mutuo aiuto finalizzate a prevenire o a ridurre i problemi alcol correlati. Chi veramente avrà il coraggio e la forza di fare questo dimostrerà di avere una visione e di essere un vero innovatore in un settore di cui la società nel suo complesso ha sempre più bisogno.
 
Il periodo Covid-19 ha acuito i problemi, ma ora è tempo di ripartire con forza e coraggio: certo tutti devono fare un passo indietro a favore del tanto esaltato bene comune.
 
Gianni Testino
Presidente Nazionale Società Italiana di Alcologia

15 Ottobre 2021

© Riproduzione riservata

Il condono ai medici no vax è un affronto alla scienza e a chi non c’è più
Il condono ai medici no vax è un affronto alla scienza e a chi non c’è più

Gentile direttore,c’è un punto, in questa vicenda, che va detto senza giri di parole: la maggioranza sta usando la riforma delle professioni sanitarie per riscrivere la memoria della pandemia e...

La forza della divisione a soglie: la possibile soluzione nella presa in carico della doppia diagnosi
La forza della divisione a soglie: la possibile soluzione nella presa in carico della doppia diagnosi

Gentile Direttore,la doppia diagnosi rappresenta una delle sfide più complesse nell'ambito delle dipendenze patologiche. La coesistenza di un disturbo da uso di sostanze e di un disturbo psichiatrico rende spesso...

Le liste d’attesa e i dati del I semestre 2026. Singolarità o cambiamento epidemiologico?
Le liste d’attesa e i dati del I semestre 2026. Singolarità o cambiamento epidemiologico?

Gentile Direttore,ieri, sono state rese note le risultanti del monitoraggio delle liste di attesa, relativamente al primo semestre 2026. Il sistema, nel suo complesso, registra un avanzamento in termini di...

Medici di famiglia: se un lavoro non lo sceglie quasi nessuno, il problema è il modello, non i medici
Medici di famiglia: se un lavoro non lo sceglie quasi nessuno, il problema è il modello, non i medici

Gentile Direttore,i dati pubblicati in questi giorni dalla Regione Emilia-Romagna fotografano una situazione che non può più essere ignorata. Non siamo di fronte a una professione privilegiata o ambita, come...