Che fine farà l’ormai famoso Nitag? Facile: ne verrà integrata la composizione

Che fine farà l’ormai famoso Nitag? Facile: ne verrà integrata la composizione

Che fine farà l’ormai famoso Nitag? Facile: ne verrà integrata la composizione

Gentile Direttore,
chi conosceva il significato dell’acronimo Nitag prima di ieri? Da ieri, come sempre da parte mia grazie a Qs per la tempestiva comunicazione e il sobrio commento, sappiamo che è il Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni, un organismo centrale per l’elaborazione e il supporto delle politiche vaccinali in Italia. Sappiamo anche che nella sua composizione è stato dato spazio a due professionisti, Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, che in passato hanno criticato le politiche vaccinali prima e durante la pandemia.

Purtroppo questa scelta, subito ampiamente e giustamente criticata, non è frutto di una svista, ma di una scelta. Una scelta coerente con la posizione del Governo, e quindi del Ministro, nei confronti delle misure di controllo delle pandemie, come clamorosamente evidenziato da una scelta di segno analogo sia alla mancata sottoscrizione dell’Accordo pandemico dell’OMS che al recente rifiuto della rifiuto degli emendamenti 2024 al Regolamento Sanitario Internazionale, allineandosi alla posizione degli Stati Uniti guidati da Trump. Ora, se il problema fosse la trumpizzazione (Treccani: “adesione ai modelli politici e ideologici proposti dall’imprenditore e politico statunitense Donald Trump”) delle posizioni italiane sulle politiche anti-pandemiche a partire dalle vaccinazioni, saremmo già in una situazione grave.

Ma queste posizioni sono il dito, ma la luna è la posizione contraria del Governo e del Ministro al rafforzamento della sanità pubblica italiana, che passa anche attraverso le scelte degli organismi e relative Presidenze che ne dovrebbero e potrebbero supportare l’evoluzione. E’ questo il caso del Consiglio Superiore di Sanità che nella sua vecchia composizione è stato collocato dal Ministro in un binario morto (come ho avuto modo di commentare qui su Qs), mentre la nuova sarà presumibilmente funzionale a mantenere al Consiglio questo non ruolo. Se i fatti lo smentiranno sarò il primo a gioirne. Come è il caso della scelta di un pur ottimo Professore di Chirurgia per la Presidenza dell’Istituto Superiore di Sanità. In questo modo tutto diventa possibile comprese la riluttanza a offrire lo scudo penale ai medici e la farsa della riforma dell’accesso a Medicina.

Ma nella mia lettura altri sono molti altri ancora (e forse ancor più gravi) i segni di questa disaffezione verso la sanità pubblica di questo Governo e di questo Ministro, come il sottofinanziamento del Ssn e l’apertura di fatto ai Corsi di Laurea in Medicina offerti da Università private diciamo non del tutto comparabili a quelle pubbliche (il caso delle Marche l’ho ripetutamente affrontato qui su Qs). Ma l’elenco si potrebbe allungare molto, come la “lotta” a liste di attesa e “gettonisti” tutta centrata su misure di breve respiro che non incidono sulle cause strutturali di questi fenomeni, come la frammentazione della offerta ospedaliera e specialistica. La chiave di lettura di tutte queste scelte, da quella della composizione del Nitag fino a quella dei gettonisti è semplice e unificante: la politica che cerca il consenso che vince sulla politica che cerca il rafforzamento della sanità pubblica.

Ma con il Nitag il problema sarà probabilmente presto risolto come si fece due anni fa esatti con il tavolo di lavoro sui DM 70 e 77, che aveva una prima composizione solo maschile e prevalentemente universitaria, talmente contestata da avere moltiplicati per tre i componenti e non produrre nulla in due anni. Come dire, sostituire al “basta che funzioni” con “basta che non funzioni”. Un modello che potrebbe adattarsi benissimo all’ormai familiare Nitag.

Claudio Maria Maffei

07 Agosto 2025

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