Ddl Lorenzin. Il cambiamento c’è. Non fermiamolo

Ddl Lorenzin. Il cambiamento c’è. Non fermiamolo

Ddl Lorenzin. Il cambiamento c’è. Non fermiamolo

Gentile Direttore,
si sta dibattendo molto dei numerosi emendamenti presentati al testo di legge sulla riforma degli ordini che stravolgerebbero il testo iniziale. Sono sotto la lente soprattutto gli aspetti relativi alla durata e ripetitività dei mandati, alla incompatibilità delle cariche ordinistiche,  alle procedure telematiche delle votazioni e dell’allestimento dei seggi presso gli ospedali.
 
Ma non si è parlato o si è approfondito poco di due articoli che, a mio avviso, andrebbero altrettanto considerati.
Prendiamo l’articolo 1 relativo alla normativa sulla sperimentazione clinica ed in particolare la regolamentazione dell’approccio metodologico di Medicina di genere. Finalmente si cominciano a definire in maniera chiara criteri e regole volte a promuovere e sostenere la ricerca scientifica e farmacologica della medicina di genere.
 
Un passo importante è l’inserimento, fra gli emendamenti, dell’articolo 1bis “Applicazione e diffusione della medicina di genere all’interno del Ssn” in cui, fra l’altro è da sottolineare il comma c del punto 2 che introduce la “promozione e sostegno dell’insegnamento della medicina di genere garantendo adeguati livelli di formazione e di aggiornamento del personale medico e sanitario” e, al punto d “ promozione e sostegno dell’informazione pubblica sulla salute e sulla gestione delle malattie in un’ottica di differenza di sesso e di genere”.
 
Qualcuno penserà che sono di parte e parlo da donna ma intendo solo sostenere che finalmente si sta regolamentando ciò che molti ricercatori stanno affermando da anni, aspetti a cui, fino ad oggi, non era stato ancora riconosciuto il giusto peso.
 
Un'altra considerazione che voglio sottoporre all’attenzione riguarda l’inserimento dei giovani e delle donne nelle liste degli ordini ma anche nelle cariche elettive.
 
Qualcuno ne ha parlato ma senza soffermarsi più di tanto. Io, pur non essendo molto favorevole alle quote rosa perché sottolineerebbe una differenza fra i due sessi con un senso di sottomissione del genere femminile che deve “accontentarsi” di un tot numero di candidate imposto da una legge, non riesco ad immaginare un’alternativa a questa soluzione visto che, se non c’è una regola che “piove dall’alto”, rischiamo di essere sempre escluse dalle competizioni.
 
Per i giovani io sono una strenua sostenitrice della loro presenza e del loro inserimento, sono stata eletta la prima volta su loro proposta e grazie al loro sostegno.
 
Certamente, inizialmente, devono affiancare “i meno giovani” per acquisire l’esperienza necessaria ad ambire a posizioni verticistiche ma se non cominciamo ad inserirli nelle liste in numero adeguato affidando loro, una volta eletti nel consiglio, compiti e ruoli che gli diano una certa autonomia mentre noi li osserviamo, non saranno mai pronti a sostituirci se non quando saranno vecchi come noi…e la storia ed il mondo non si rinnoveranno mai.
 
Tutti parlano di cambiamento, di rinnovamento ma sono solo parole perché, nel pratico, pochi passano ai fatti.
 
Erminia Bottiglieri
Presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri di Caserta

15 Giugno 2017

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