Finalmente in Campania ricette Ssn prescritte anche dagli specialisti

Finalmente in Campania ricette Ssn prescritte anche dagli specialisti

Finalmente in Campania ricette Ssn prescritte anche dagli specialisti

Gentile Direttore,
il 14 gennaio, allo studio medico “Penthouse” di Quarto Medici senza Carriere ha tenuto una conferenza stampa “Medici a 3 euro”, per denunciare l’eccessivo carico burocratico sulle spalle dei medici di medicina generale. 

Una burocrazia soffocante, anche perché molto lavoro spetta agli specialisti ospedalieri, convenzionati ASL, medici di strutture convenzionate. L’omissione di questi ultimi che costringe i malati a recarsi dai propri medici di famiglia per le sole prescrizioni, togliendo tempo alla medicina generale per il reale compito di sentinelle sul territorio, oltre al fatto che un malato dovrebbe trovare risposte immediate nella richiesta di emissione di tutela della Salute, piuttosto che essere sballottato da un ambulatorio all’altro. 

Eppure la normativa vigente norma l’esatto contrario: il Decreto legislativo 502/92 e il Decreto legge 269 del 2003 che all’articolo 50 commi 2 e 4 affida i ricettari Ssn agli specialisti di Ospedali, Irccs, Asl, e chiede a quelle strutture di assegnare un identificativo ai medici prescrittori. La circolare del Ministero della Salute del 25 marzo 2016 (decreto “appropriatezza”), consapevole dei ritardi di alcuni assessori, invita le regioni a dotare tutti i medici specialisti pubblici di ricettario. Anche i centri convenzionati con il Ssn, hanno l’obbligo di certificare con ricetta dematerializzata o ricettario regionale attraverso i medici che visitano i pazienti presso tali strutture, ma fino ad oggi in Campania sono i medici di famiglia a prescrivere farmaci e prestazioni diagnostiche con ricette dematerializzate. 

Prendiamo atto e ci rallegriamo che Regione Campania ci ha ascoltato, rendendosi conto del danno ai Cittadini, e ha dichiarato che dal prossimo mese di luglio i Cittadini entrano in possesso della loro ricettazione per farmaci e prestazioni diagnostiche, senza più essere costretti ad andare dal proprio medico di famiglia, il quale oggi, per non arrecare ulteriore danno ai paziente, deve ricopiare ciò che i medici specialisti scrivono su fogli bianchi, che non hanno valore per accedere al Sistema Sanitario Nazionale per iniziare le terapie e/o sottoporsi ad esami diagnostici. 

Noi, Medici senza Carriere, oggi siamo parzialmente soddisfatti. La piena soddisfazione arriverà quando i Cittadini non affolleranno più gli studi di medicina generale per mere trascrizioni, contribuendo a fare in modo che in tali ambulatori si impieghi la maggioranza del tempo per clinica e diagnostica di primo livello, migliorando la Tutela della Salute Pubblica. 

Salvatore Caiazza
Medici senza Carriere 

17 Maggio 2022

© Riproduzione riservata

Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare
Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare

Gentile Direttore, la riforma della medicina territoriale è una delle sfide decisive per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Case di Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali operative, telemedicina e assistenza...

La salute mentale e il vuoto delle responsabilità
La salute mentale e il vuoto delle responsabilità

Gentile Direttore,confesso la mia ammirazione per l’impegno e la costanza con cui alcuni psichiatri continuano a portare l’attenzione sui vari problemi della salute mentale, come emerge dai recenti interventi di...

Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”
Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”

Gentile Direttore,il dibattito sul futuro della sanità territoriale in Italia è a un punto di svolta cruciale, segnato da forti tensioni sindacali, frenate politiche e il tentativo di trovare un...

Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono
Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono

Gentile Direttore,sembra proprio che il tormentato iter del DL di riforma della medicina territoriale sia stato deviato su un binario morto. Negli ultimi 2 mesi opinion leader politici, accademici, giornalistici...