I dubbi sull’utilizzo dei medici di famiglia in pronto soccorso

I dubbi sull’utilizzo dei medici di famiglia in pronto soccorso

I dubbi sull’utilizzo dei medici di famiglia in pronto soccorso

Gentile direttore,
assistiamo nuovamente anche con il nuovo Ministro così come con il precedente a tentativi di utilizzo dei medici di medicina generale nei pronto soccorso. Ci si rivolge quindi non solo ai medici di continuità assistenziale che tutti trattano male ma a cui tutti si rivolgono per chiedere aiuto ma anche ai medici di medicina generale che non avendo raggiunto l'ottimale in termini di scelte dovrebbero completare la loro attività nei pronto soccorso.
 
Dunque allo stato attuale in molte Regioni tra cui Campania, Puglia ecc. già esiste il completamento orario presso i ps per i codici bianchi in moltissimi ospedali. Il punto è che i medici di medicina generale possono effettuare la emergenza/urgenza codici gialli e rossi solo se in possesso dell'attestato del corso di emergenza la cui durata è circa due anni e il cui accesso avviene tramite concorso pubblico con pubblicazione della graduatoria di merito.
 
Quindi non si possono utilizzare i medici di medicina generale per i codici gialli e rossi senza il relativo attestato previsto dalla legge tanto a tutela dei professionisti ed anche dei cittadini che sui codici gialli e rossi hanno diritto a ricevere la migliore assistenza possibile da personale adeguatamente formato che abbia i titoli previsti. Quindi tra circa due anni se le Regioni immediatamente sollecitate pubblicheranno i bandi per il corso di emergenza potremo avere personale di medicina generale pronto per essere utilizzato nei ps e nel 118, nel breve periodo si potrà solo favorire il completamento orario su codici bianchi/verdi che già esiste in quasi tutti i ps della Campania compresa la Asl Napoli 1 centro.
 
Propongo al nuovo governo di concentrare l'attenzione sul potenziamento della rete territoriale a partire dal prossimo incontro in Sisac fissato per il 13 settembre indicando i seguenti punti: Continuità assistenziale senza chiudere il servizio notturno ai cittadini, aggregazioni funzionali territoriali collegate alle UCCP, ospedali di comunità. Avventurarsi in altri percorsi potrebbe favorire la distruzione del servizio sanitario pubblico notturno, aggravare i problemi per il 118 soprattutto la notte e nei festivi ed aumentare quindi le proteste dei cittadini il tutto a favore di una privatizzazione senza regole utile a molti ma non certamente ai cittadini.

 
Ernesto Esposito
Medico di continuità assistenziale 
Asl Napoli 1 centro

Ernesto Esposito

08 Agosto 2018

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