Obbligo sì o obbligo no

Obbligo sì o obbligo no

Obbligo sì o obbligo no

Gentile Direttore,
fra le questioni aperte sul fronte Covid puntualmente riprese da Giovanni Rodriguez nel suo editoriale dell’1 settembre 2021 spicca una domanda “obbligo sì o obbligo no?”, non solo ricca di contenuti sanitari, ma anche di non meno importanti implicazioni etiche e politiche. A mio avviso il punto più discutibile è rappresentato dall’aver posto la questione dell’obbligo non per tutti i cittadini, ma soltanto per alcune categorie, per alcune circostanze, in alcuni luoghi.
 
E’ vero infatti che un insegnante che ogni giorno si intrattiene con alcune decine di scolari possiede una potenziale capacità di trasmettere a un maggior numero di persone il virus con le sue pericolose, anche letali, conseguenze, ma si deve tenere ben presente che la qualità di possibile diffusore del contagio vale per tutti e si mantiene in ogni circostanza della vita. Sul piano etico il contagio anche di una sola persona ed un danno più o meno rilevante alla sua integrità è grave responsabilità personale e ciascuno di noi ha l’obbligo morale di evitare con ogni mezzo possibile e lecito una tale evenienza.
 
A parte i deliri dei cosiddetti “no-vax” o “no green pass”, non si può d’altra parte negare che, fatte salve le eccezioni di incompatibilità per motivi di salute, la limitazione della vaccinazione obbligatoria ad alcune categorie, potrebbe rappresentare, e a mio avviso rappresenta, una discriminazione assai discutibile che andrebbe evitata.
 
E’ un discorso piuttosto radicale, ma di questo si tratta.
Ed è su questo punto che va ricondotto il dibattito, un dibattito peraltro poco giustificato di fronte alle schiaccianti evidenze accumulate nell’ultimo secolo sull’efficacia dei vaccini obbligatori che insieme agli antibiotici hanno rappresentato e rappresentano il più grande progresso della medicina. Come è ben noto, milioni e milioni di vite sono salvate nel mondo dai vaccini ai quali .dobbiamo la scomparsa di veri e propri flagelli di Dio come la poliomielite, il vaiolo, ecc..
 
Come riferisce Giovanni Rodriguez nel suo editoriale la possibilità di introdurre l’obbligo di vaccinazione contro il Covid attraverso una norma di legge resta tuttora aperta alla luce di una serie di dati, di previsioni, e di proiezioni statistiche che fanno temere la possibilità che da oggi al primo dicembre potrebbero contarsi ancora in Europa altre centinaia di migliaia di morti.
Purtroppo convenienze politiche, compromessi di bassa lega e becere strumentalizzazioni hanno ostacolato finora un sereno e approfondito dibattito per una più puntuale conoscenza della situazione reale e per il benessere delle persone.
 
Girolamo Digilio
Già Primario e Docente di Clinica Pediatrica, Università La Sapienza, Roma
 
 
 
       

03 Settembre 2021

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