Sull’aborto no agli slogan ideologici

Sull’aborto no agli slogan ideologici

Sull’aborto no agli slogan ideologici

Gentile Direttore,
mi pare che il dott. Panti, con la sua lettera del 3 giugno scorso, desideri discutere del problema aborto con slogan ideologici e offese personali e non con i dati reali. Noi preferiamo la realtà che penso interessi tutte le donne che desiderano essere veramente libere di scegliere.
 
Da bravo maschio mi aggredisce e si permette di attribuirmi pensieri e parole che non ho mai detto (se lui ha paura di andare all'inferno, sono problemi suoi. Io non ho mai scritto – né fatto intendere – niente del genere). 
 
Il nostro rapporto su I costi della legge 194 riporta numeri incontestabili: oggi, una donna su cinque abortisce almeno una volta nella vita; oggi le stime ufficiali dicono che ci sono dai 10000 ai 15000 aborti clandestini l’anno: come si fa a sostenere che la 194 non abbia fallito?
Se, come dice il Dottor Panti, per risolvere il problema dell’aborto clandestino serve l’educazione sessuale, perché, allora, nel ‘78 hanno detto che serviva l’aborto legale?
 
Il Dottore scrive che ho fatto «scempio della realtà». Ma la realtà che ha vissuto in tanti anni di carriera gli fa ammettere che «l’aborto è un dramma»: perché, dunque, è un dramma? La «realtà» è che l’aborto è la soppressione di un figlio (piccolo, piccolissimo, ma sempre figlio): sì o no? 
Non è vero che l’aborto può avere conseguenze fisiche e psichiche anche gravi per le donne che non vengono quasi mai informate in modo veritiero e corretto su ciò che vanno a fare?
 
Chi vuole la solitudine della donna? Noi che vorremmo che lo Stato destinasse somme congrue per assistere le donne incinte in difficoltà, o chi mette loro in mano un paio di pillole per abortire dicendo di non preoccuparsi che sarà come una mestruazione dolorosa? 
 
Qual è la «realtà» dell’aborto chimico? Le contrazioni provocate dalle prostaglandine sono contrazioni da parto, non da mestruazioni: ma questo un maschio non lo può capire. E forse è per questa ignoranza che gli uomini si sentono in diritto di poter mentire alle donne. 
 
Il Dottor Panti non ha letto il nostro rapporto su I Costi della legge 194. Critica senza avere contezza (il Professor Rocchi non ha mai detto che quei 5 miliardi spesi per l’aborto avrebbero dovuto essere investiti!): la «banalizzazione di un dramma» non è certo operata da chi vuole che le donne siano informate in modo completo sul «dramma» dell’aborto. 
 
Il Dottor Panti ci accusa di «terrorismo delle fake news»: io lo pregherei sinceramente di spiegare e argomentare – con fatti e dati reali – quali sono le bugie che abbiamo scritto. 
 
 
Francesca Romana Poleggi
Comitato Scientifico
Osservatorio Permanente sull'Aborto

07 Giugno 2021

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