Vertici Fnopi senza opposizione?

Vertici Fnopi senza opposizione?

Vertici Fnopi senza opposizione?

Gentile Direttore,
sono rimasta colpita dal successo personale della Presidente FNOPI uscente, e riconfermata fino al 2024, Barbara Mangiacavalli. Di più mi ha colpita il suo desiderio, mai smodato, ma evidentemente intenso, di conquistare il potere e la sua bravura nel farlo. Ha saputo mettere insieme le antitesi e risolvere conflitti, portando con sé chi sembrava non la pensasse come lei (Giurdanella, presidente Opi Bologna, Luigi Pais Dei Mori, presidente Opi Belluno con il movimento “Noi siamo pronti”).
 
Mangiacavalli ha vinto all’unanimità, un’unanimità che sembra studiata a tavolino, e studiata bene.
Non mi scandalizzo, però, per il modo in cui il potere viene conquistato, se legittimo, ma si sa che il modo di conquistare il potere non è funzione indipendente da come lo si userà, perché chi ti vota poi lo devi in qualche modo “tenere di conto ”, “considerare ”, e ciò può costituire un indubbio condizionamento nell’operato del vincitore delle elezioni.
 
Ma c’è mai stata una opposizione? E se c’era, era una opposizione vera? Autentica? O era paludata?
Il servizio effettivo di un’opposizione per la comunità infermieristica sembra non tollerato e quindi inibito e siccome le cose nella professione non vanno per niente bene ad oggi sembra che la professione possa contare soltanto sull’opposizione a connotazione sociologica.
 
Gli infermieri che socialmente protestano, bene e male, per questo e quello, e quelli che non protestano, dovrebbero anche ragionare sulle contraddizioni grosse che ci sono non tanto per dimostrare che Mangiacavalli è X o Y, ma per dimostrare quello che sembra un problema di falsa democrazia e per dimostrare che il sistema elettorale che c’è non giova agli infermieri, ma favorisce solo le dinamiche di potere.
 
Faccio un esempio: Mangiacavalli dichiarò di aver messo il “demansionamento” in agenda;
candidando Maurizio Zega presidente dell’ordine di Roma, oggi anche consigliere del CC ,credo che la “questione demansionamento” rimarrà in agenda. La sentenza numero 6954/2019, in allegato, con la testimonianza del Dott.Zega contro l’infermiere demansionato che però vince la causa non aiuta a sperare diversamente.
 
Rinunciare alla candidatura di Zega e candidare al suo posto un infermiere clinico, che sul demansionamento avrebbe saputo cosa dire , è sembrato essere inopportuno.
 
Come conquisti il potere è funzione poi di come il potere sarà esercitato.
L’obiettivo di questa mia lettera è la partecipazione contrapposta ad un sistema politico culturale che non posso condividere e invitare i colleghi a fare altrettanto.
 
Gli infermieri come possono pretendere di essere considerati autorevoli professionisti se a non considerarli sembrano essere proprio coloro che li rappresentano?
 
Là dove la partecipazione della comunità, anche quella infermieristica, è estesa l’opportunismo è limitato, e solitamente non paga.
In un momento cosi catastrofico la distanza percepita, della FNOPi dagli infermieri, è troppo grande e spavalda per essere taciuta.
 
Penso che stiamo vivendo un sonno –sveglio; ma siamo tanti e potremmo, con una strategia politica e culturale convinta, evitare di diventare una categoria che protesta, in rivolta e diventare una categoria responsabile che si oppone da dentro la professione; anche perché “l’opposizione sociale non presenta una sua consistenza e stabilità autonome e soprattutto non sarà mai intesa come concreto istituto o istituzione” (Bobbio, Matteucci, Pasquino, 2016).
 
Marcella Gostinelli
Infermiera

26 Aprile 2021

© Riproduzione riservata

La sanità pubblica o il mercato della salute?
La sanità pubblica o il mercato della salute?

Gentile Direttore, mentre si sta sviluppando la contrattazione collettiva nazionale per il personale del SSN, sia per il comparto sia per la dirigenza, le parti – sicuramente i lavoratori -...

Il TSRM pony express
Il TSRM pony express

Gentile Direttore,i laboratori di emodinamica sono uno dei luoghi simbolo della cardiologia interventistica moderna: angioplastiche, procedure strutturali, pazienti critici che entrano in sala con la vita letteralmente appesa a una...

La transizione digitale nell’oligarchia degli analogici
La transizione digitale nell’oligarchia degli analogici

Gentile Direttore,il 2026 sarà probabilmente ricordato come l’anno di transizione in tema di innovazione digitale in sanità. Grazie ai grandi investimenti del PNRR in sanità digitale, gli ospedali e i...

Position Paper Sicp, perché va ripensata l’esclusione dei palliativisti dal suicidio medicalmente assistito
Position Paper Sicp, perché va ripensata l’esclusione dei palliativisti dal suicidio medicalmente assistito

Gentile Direttore, il 17 giugno scorso è uscito il Position Paper intitolato “Il rapporto tra le Cure Palliative e la richiesta di Suicidio Medicalmente Assistito” (SMA) in cui la SICP...