Operatori Asl aggrediti: 30 casi segnalati in cinque anni all’Asl Lanciano Vasto Chieti

Operatori Asl aggrediti: 30 casi segnalati in cinque anni all’Asl Lanciano Vasto Chieti

Operatori Asl aggrediti: 30 casi segnalati in cinque anni all’Asl Lanciano Vasto Chieti
Parte il progetto “Più forti della violenza”. Previsti corsi per fornire agli operatori indicazioni che possano aiutarli a curare le relazioni con gli utenti, a riconoscere e gestire in tempo i comportamenti aggressivi, nonché a prevenirli e mettersi in sicurezza. Tra i relatori un maestro di arti marziali e di difesa ed esperti delle forze dell’ordine nonché psichiatri, psicologi e sociologi.

Sono trenta le aggressioni subite e segnalate negli ultimi cinque anni dagli operatori della Asl Lanciano Vasto Chieti: è la punta dell’iceberg, poiché non tutti gli episodi vengono segnalati, ma evidenzia una tendenza all’aumento: sei casi nel 2014 e altrettanti nel 2015, quattro nel 2016, otto nel 2017 e sei nel solo periodo da gennaio a maggio di quest’anno.


 


Per due terzi (20 casi) si è trattato di violenza verbale, ma in dieci casi si è arrivati alla violenza fisica. I dati emergono dall’«incident reporting» della Asl sul periodo 2014-2018, curato dall’unità operativa Qualità accreditamento e risk management che, su richiesta del direttore generale, Pasquale Flacco, ha predisposto un apposito e articolato progetto aziendale, in più fasi, denominato “Più forti della violenza”. L’obiettivo è di migliorare la conoscenza del fenomeno, sensibilizzare gli addetti ai lavori, ma anche i cittadini, e creare un sistema di sostegno, anche psicologico, per gli operatori vittime di aggressioni.

Una parte del progetto comincia domani, giovedì 21 giugno, a Lanciano (dalle ore 8 alle 18 nella ex Casa di conversazione) con il primo di tre corsi di formazione sulla violenza verso gli operatori sanitari, destinati a infermieri, medici, psicologi, assistenti sociali, operatori socio sanitari, ma anche altre figure che lavorano a contatto con gli utenti, come gli addetti al front office e i vigilantes. Sono 60 gli iscritti. Gli altri appuntamenti sono per il 15 novembre nel Centro servizi multiculturali di Vasto e il 16 novembre nell’Ospedale di Chieti.

Chi viene aggredito? Le segnalazioni dicono soprattutto gli infermieri (54%), poi i medici (26%), altri operatori (11%) e vigilantes o forze dell’ordine (9% dei casi). Gli aggressori sono prevalentemente i pazienti (64%), i loro familiari (21%) e addirittura pazienti e familiari insieme (7%), altri utenti (4%) e un altro 4% di figure non definite. Una parte significativa degli eventi è stata registrata nelle varie strutture sanitarie di Chieti (13), altri sette a Vasto, quattro ciascuno a Lanciano e Ortona, uno ad Atessa e uno a Guardiagrele.

Le unità operative prevalentemente coinvolte sono il Servizio dipendenze, il Pronto soccorso e il Dipartimento salute mentale.

Il corso intende innanzitutto fornire agli operatori indicazioni che possano aiutarli a curare le relazioni con gli utenti, a riconoscere e gestire in tempo i comportamenti aggressivi, nonché a prevenirli e mettersi in sicurezza (saranno presenti tra i relatori un maestro di arti marziali e di difesa ed esperti delle forze dell’ordine nonché psichiatri, psicologi e sociologi).

“Il fenomeno delle aggressioni a danno degli operatori sanitari è complesso – spiega la coordinatrice del progetto e responsabile dell’unità operativa Qualità accreditamento e risk management, Maria Bernadette Di Sciascio – e, per contrastarlo, occorrono interventi strutturali e più formazione. Siamo sicuri che questa iniziativa avrà un effetto positivo anche sull’assistenza sanitaria, con un miglioramento del livello di qualità e sicurezza delle cure”.

20 Giugno 2018

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