Ospedalità privata accreditata. Cimop: “Chiesta la procedura di raffreddamento e conciliazione”

Ospedalità privata accreditata. Cimop: “Chiesta la procedura di raffreddamento e conciliazione”

Ospedalità privata accreditata. Cimop: “Chiesta la procedura di raffreddamento e conciliazione”
Questa la richiesta dopo lo stato di Agitazione dei Medici dell’Ospedalità Privata Accreditata, dichiarato in difesa del posto di lavoro in quanto i medici dell’Ospedalità Privata della Regione Campania hanno ricevuto e stanno ricevendo personali lettere di preavviso di licenziamento.

Attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione. Lo chiede la Cimop Campania dopo lo stato di Agitazione dei Medici dell’Ospedalità Privata Accreditata, dichiarato in difesa del posto di lavoro in quanto i medici dell’Ospedalità Privata della Regione Campania hanno ricevuto e stanno ricevendo personali lettere di preavviso di licenziamento.
 
Le parti datoriali, osserva in una nota il segretario della Cimop Campania, Pietro Ottomano, “hanno motivato tali azioni come conseguenti la pubblicazione da parte della Regione Campania del DCA.89 del 08/08/2016 dove é stabilito l’obbligo per le Case di Cura della sottoscrizione dei decreti commissariali entro il 30 settembre 2016 (prorogato al 15 ottobre 2016) pena la sospensione temporanea del rappofto di accreditamento con sospensione dei pagamenti che le Case di Cura contestano con conseguente volontà di non firmare tali decreti”.
 
Per cui, osserva, “è appena il caso di rimarcare che le succitate tematiche, se non affrontate con urgenza, com porteranno ulteriori gravi conseguenze occupazionali”. Per tutti i lavoratori del Settore Ospedaliero Privato Accreditato, infatti, ogni “sofferenza” del bilancio aziendale si traduce inevitabilmente nella richiesta di ammortizzatori sociali – nella migliore delle ipotesi – o nell’avvio di procedure di licenziamento collettivo di conseguenza per i cittadini/utenti si verifica l’interruzione di servizi essenziali.
 
“Tutto ciò a differenza di quanto avviene per i lavoratori del settore pubblico, – conclude Ottomano – dove il ridimensionamento o la chiusura di una struttura produce (al massimo) il mutamento del luogo di lavoro”.

03 Ottobre 2016

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