Cancro. Nuove molecole potrebbero colpire il tumore salvando le cellule sane. È la ‘femtomedicina’

Cancro. Nuove molecole potrebbero colpire il tumore salvando le cellule sane. È la ‘femtomedicina’

Cancro. Nuove molecole potrebbero colpire il tumore salvando le cellule sane. È la ‘femtomedicina’
Una nuova classe di molecole, non-platinum-based-halogenated, è stata individuata tramite una tecnica laser a femtosecondi (milionesimi di miliardesimi di secondo), che rientra in un nuovo campo chiamato ‘femtomedicina’. Positivi i risultati preclinici su colture di cellule umane e su modelli animali. Lo studio su EBioMedicine, rivista lanciata congiuntamente da Cell e the Lancet

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Waterloo, in Canada, ha individuato una classe di molecole che potrebbero distruggere le cellule cancerose senza danneggiare i tessuti sani. Lo studio è stato pubblicato su EBioMedicine, una nuova rivista scientifica nata da un progetto congiunto dei giornali Cell e the Lancet.
 
Attualmente, spiegano i ricercatori, le molecole che combattono il cancro possono distruggere anche le cellule sane, oltre a quelle malate, causando diversi effetti collaterali nei pazienti in trattamento. Tuttavia, già da tempo e con alcuni risultati positivi, la ricerca si occupa di studiare molecole che colpiscano soltanto i tessuti malati.

Nello studio odierno, il team di scienziati ha utilizzato una tecnica di spettroscopia laser che si basa sull’unità temporale dei femtosecondi (milionesimi di miliardesimi di secondo). Questa tecnica è utilizzata per studiare reazioni chimiche a livello molecolare: in pratica, il laser effettua una serie di ‘immagini istantanee’ delle molecole durante le loro interazioni, ricostruendo le variazioni della loro struttura nel tempo. Tale tecnica, inoltre, rientra in una potenziale nuova branca della scienza, chiamata femtomedicina (FMD), che integra tecniche di laser ultraveloce con la biologia molecolare e cellulare.
Il progetto di ricerca è stato messo a punto dal Professor Qing-Bin Lu, della Facoltà di Scienze dell’Università di Waterloo, insieme ai colleghi.
Essi hanno analizzato, tramite la tecnica citata, le modalità con cui agiscono i radioterapici e i chemioterapici, in particolare il Cisplatino.
Il Cisplatino è un agente chemioterapico scoperto 40 anni fa e ampiamente utilizzato tutt’oggi, data la sua efficacia. Esso contiene platino, una sostanza che può causare effetti collaterali, inclusi “neurotossicità, danno ai reni, perdita dell’udito, nausea e vomito”, hanno spiegato i ricercatori.  
Le molecole individuate dai ricercatori dell’Università di Waterloo, tramite la tecnica citata, sono particolari composti chiamati non-platinum-based-halogenated. Questi composti sono simili, a livello strutturale, al chemioterapico Cisplatino, ma, a differenza di esso, non contengono il platino. Dunque, come una sorta di soldati diretti contro il cancro e alleati con le cellule sane, tali composti preserverebbero i tessuti non cancerosi.
In base ai risultati di studi preclinici, ottenuti su colture di cellule umane e su modelli di roditore, queste molecole sono efficaci contro i tumori del seno, cervice, ovaio e polmone.  
“È un fenomeno estremamente raro scoprire agenti anticancerogeni che, oltre ad essere efficaci nel trattamento di numerosi tipi di cancro ed agire attraverso un meccanismo molecolare, possano uccidere in maniera selettiva le cellule tumorali e proteggere le cellule sane”, spiega l’esperto. “Questi candidati farmaci dovrebbero avere elevate potenzialità di passare attraverso gli studi clinici e potrebbero in definitiva salvare vite umane”.
 
In particolare, il team del Professor Lu ha indagato i meccanismi molecolari alla base del cancro nel momento esatto in cui si manifesta il danno al Dna, fenomeno che rappresenta il primo interruttore della malattia.
“Sappiamo che il danno del Dna è il primo step”, ha spiegato il Professor Lu. "Con il nuovo approccio basato sulla femtomedicina possiamo tornare indietro fino al momento preciso dell’inizio [della malattia] per scoprire in primo luogo quali siano le cause del danno al Dna, poi le mutazioni genetiche e in seguito il cancro”.
 
Il professor Lu ha già presentato domanda di brevetto relativa alla nuova classe di molecole da lui individuate e spera di iniziare presto le sperimentazioni cliniche con questi composti.
 
Viola Rita
 
** Tra i coautori dello studio ci sono Qin-Rong Zhang, Ning Ou, Chun-Rong Wang e Jenny Warrington

Viola Rita

13 Maggio 2015

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