Declino cognitivo. Livelli plasmatici tau possibile biomarker

Declino cognitivo. Livelli plasmatici tau possibile biomarker

Declino cognitivo. Livelli plasmatici tau possibile biomarker
L'aumento dei livelli di proteina tau indicherebbe un declino cognitivo non necessariamente associato ad Alzheimer. Uno studio su JAMA Neurology

(Reuters Health) – Alti livelli di proteina tau totale nel plasma sarebbero associati a declino cognitivo, indipendentemente dall'aumento dei livelli, nel cervello, della proteina amiloide. È quanto ha dimostrato uno studio coordinato da Michelle Mielke, della Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su JAMA Neurology.

Lo studio
Per la ricerca, Mielke e colleghi hanno preso in considerazione 458 adulti arruolati nel Mayo Clinic Study on Aging. Nel corso dello studio, i ricercatori americani hanno valutato i livelli di proteina tau nel plasma, hanno realizzato una PET per valutare la beta-amiloide e hanno eseguito un esame neurofisiologico completo all'inizio dello studio, dopo 15 mesi. Un ulteriore controllo è stato realizzato dopo 30 mesi dall’inizio dello studio, nel 77% del campione, e dopo 45 mesi, nel 45% dei partecipanti allo studio.

I risultati
Dei 335 adulti normali a livello cognitivo, 67, pari al 20%, hanno mostrato una lieve compromissione cognitiva durante le visite di controllo. I ricercatori hanno evidenziato che per ogni aumento dei livelli totali della proteina tau nel plasma c'era un incremento di 2,5 volte del rischio di declino cognitivo. Questa associazione si sarebbe ridotta, ma rimarrebbe statisticamente significativa (HR 2.05), quando il dato veniva aggiustato in funzione di sesso, livello di istruzione e APOE e4, mentre l'aumento dei livelli di proteina beta-amiloide non avrebbe alterato l'associazione. In tal senso, la concentrazione di proteina tau potrebbero avere valore prognostico di declino cognitivo, indipendentemente dal rischio di sviluppo di demenza (per tutto le cause o per Alzheimer).

Infatti, nelle persone con un declino cognitivo, i livelli totali di proteina tau non erano associati in modo significativo al rischio di demenza, per qualsiasi causa o per Alzheimer. Anche se, sottolineano i ricercatori, il motivo potrebbe essere dovuto al ridotto campione considerato, dal momento che solo 20 casi di declino cognitivo si sono evoluti ad Alzheimer. “I livelli totali plasmatici di proteina tau potrebbero essere un utile fattore di rischio prognostico o biomarker per il declino cognitivo, mentre non sarebbero un biomarker specifico per l'Alzheimer”, ha spiegato Mielke. La ricercatrice ha aggiunto che “i livelli di tau non sarebbero specifici per l'Alzheimer, ma potrebbero essere utilizzati come biomarker non-specifico di declino cognitivo”. In ogni caso, sono necessari ulteriori studi affinché questo esame possa entrare nella pratica clinica, ha concluso Mielke.

Fonte: JAMA Neurology

Magan Brooks

(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science)

Magan Brooks

17 Luglio 2017

© Riproduzione riservata

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni
Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

I farmaci innovativi sono riconosciuti come una grande opportunità clinica. Ma tra la possibilità teorica di prescriverli e l’accesso reale del paziente continua a esserci un passaggio critico: la burocrazia....

Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale
Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale

Trent’anni fa nasceva a Londra un’agenzia che oggi, in silenzio, accompagna la salute di 450 milioni di europei e di innumerevoli animali. Nel 2025 l’Ema festeggia il suo trentesimo compleanno...

Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi
Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi

L’emorragia post-partum continua a rappresentare una delle emergenze ostetriche più gravi a livello mondiale. Secondo una nuova serie di articoli pubblicata su The Lancet, questa complicanza colpisce ogni anno circa...

Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”
Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”

Il valproato, farmaco ampiamente utilizzato contro l'epilessia e il disturbo bipolare, finisce ancora una volta al centro dell'attenzione del regolatorio europeo. Ma questa volta il verdetto è di segno diverso...