Fosforo. Il 78% delle bevande ne contiene troppo

Fosforo. Il 78% delle bevande ne contiene troppo

Fosforo. Il 78% delle bevande ne contiene troppo
Dalle misurazioni effettuate, è emerso che alcune bevande presentano più di 100 mg per 236,5 mL quando invece i valori raccomandati sono di 13 mg per 236,5 mL

(Reuters Health) – Attenzione a ciò che beviamo, soprattutto se soffriamo di malattie renali. Secondo un recente studio, infatti, il 78% delle bevande che consumiamo regolarmente contiene più fosforo (P) di quanto raccomandato dal Data System for Research. Nello studio, pubblicato sull’American Journal of Kidney Diseases, si legge che molte delle bevande analizzate contengono una quantità di fosforo tale da creare problemi alle persone con malattie renali.

I ricercatori mettono però in guardia anche coloro che non hanno disturbi ai reni proprio per sapere “se questo possa essere un fattore di rischio preoccupante”. In linea di principio, “l'acqua naturale rimane sempre la migliore, la più sicura tra le bevande, un po’ come mangiare un cibo fatto in casa”, ha detto il principale autore dello studio, Alex Chang del Geisinger Health System di Danville, in Pennsylvania. Chang e il suo team hanno analizzato 46 bevande tra le più comuni e hanno scoperto che nella totalità dei casi il fosforo era presente in quantità superiori a quelle dichiarate ed era presente anche in quelle in cui non ci sarebbe dovuto essere. Le quantità di fosforo variano da 0,9 mg a 261,4 mg ogni 236,5 mL. Dalle misurazioni effettuate, è emerso che alcune bevande presentano più di 100 mg per 236,5 mL quando invece i valori raccomandati sono di 13 mg per 236,5 mL.
 
Per i consumatori americani, oltre al danno anche la beffa, in quanto non vi è l’obbligo di riportare i valori di sodio sulle etichette. Inoltre, gli additivi alimentari possono aumentare i livelli di fosforo. Secondo uno studio del 2013 pubblicato sul Journal of Renal Nutrition, infatti, più del 40% dei generi alimentari più venduti contiene additivi a base di fosforo. “Abbiamo scelto tutti prodotti che contenevano additivi alimentari a base di fosforo e siamo rimasti profondamente sorpresi da quanto sia alto il contenuto di P anche in quegli alimenti che non avrebbero dovuto contenerne perché privi di additivi”, sottolinea Chang. La speranza di Chang ora è che i risultati del suo studio vengano presi in esame da chi ha in cura pazienti con patologie renali ed anche da chi non ne ha.

Fonte: Am J Kidney Dis 2015

Rob Goodier
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Rob Goodier

30 Aprile 2015

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