Ictus. Negli over 65 depressi il rischio è doppio

Ictus. Negli over 65 depressi il rischio è doppio

Ictus. Negli over 65 depressi il rischio è doppio
È quanto emerge da uno studio condotto dalla Harvard T.H.Chan School of Public Health di Boston, che ha passato in rassegna i dati provenienti da interviste somministrate – nell’arco di 12 anni – a 16.178 ultracinquantenni statunitensi.

(Reuters Health) – La depressione cronica può raddoppiare il rischio di ictus negli anziani. E il rischio rimane alto anche quando migliora la salute mentale. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Harvard T.H.Chan School of Public Health di Boston, che ha passato in rassegna i dati provenienti da interviste somministrate – nell’arco di 12 anni – a 16.178 ultracinquantenni statunitensi.

Il team di ricerca, coordinato da Paola Gilsanz, ha somministrato le interviste ogni due anni, per un tempo medio di follow up di 9 mesi, allo scopo di monitorare la relazione tra ictus e cambiamenti della salute mentale. L’età media dei partecipanti era di 66 anni e la maggior parte di essi, alla partenza dello studio, mostrava pochi sintomi di depressione o addirittura nessuno. Subito dopo aver sviluppato la depressione, i partecipanti mostravano un rischio di ictus leggermente più alto.

Nel corso del periodo di osservazione si sono verificati 1.192 casi di ictus. Ma se la depressione persisteva oltre quattro anni, il rischio di ictus per i due anni successivi era più che doppio, se comparato a quello delle persone che non avevano manifestato sintomi di depressione. Inoltre, nel campione che mostrava un miglioramento dell’umore, il rischio di ictus rimaneva simile per due anni a quello di chi è depresso cronicamente.

“Lo studio non dimostra che la depressione causa l’ictus – afferma Paola Gilsanz – ma è possibile che la depressione spinga chi ne è affetto a fumare, bere eccessivamente, a mangiare poco , a non fare attività fisica; comportamenti che potenzialmente possono contribuire ad aumentare il rischio di ictus”. “È possibile che la depressione produca cambiamenti nel sistema nervoso che conducano a un’iperproduzione di cortisolo, l’ormone dello stress”, aggiunge Olajide Williams, direttore dell’acute stroke service al Columbia University Medical Center di New York. “L’eccesso di cortisolo può restringere i vasi sanguigni e aumentare la pressione”.

Fonte: J AM Hearth Assoc 2015-05-14

Lisa Rapaport
(Versione italiana Quotidiano Sanità/ Popular Science) 

Lisa Rapaport

14 Maggio 2015

© Riproduzione riservata

Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni
Farmaci innovativi. L’accesso è bloccato dalla burocrazia: per un professionista su due il nodo sono piani terapeutici, note e autorizzazioni

I farmaci innovativi sono riconosciuti come una grande opportunità clinica. Ma tra la possibilità teorica di prescriverli e l’accesso reale del paziente continua a esserci un passaggio critico: la burocrazia....

Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale
Ema: 104 nuovi farmaci in un anno. La sfida è battere le carenze con l’intelligenza artificiale

Trent’anni fa nasceva a Londra un’agenzia che oggi, in silenzio, accompagna la salute di 450 milioni di europei e di innumerevoli animali. Nel 2025 l’Ema festeggia il suo trentesimo compleanno...

Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi
Salute materna. Lancet: l’emorragia post-partum colpisce 27 mln di donne e provoca 43mila morti ogni anno. Nuovo piano globale per ridurre i decessi

L’emorragia post-partum continua a rappresentare una delle emergenze ostetriche più gravi a livello mondiale. Secondo una nuova serie di articoli pubblicata su The Lancet, questa complicanza colpisce ogni anno circa...

Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”
Valproato e rischio disturbi nei figli. L’Ema frena: “Dati incoerenti, nessun nesso certo”

Il valproato, farmaco ampiamente utilizzato contro l'epilessia e il disturbo bipolare, finisce ancora una volta al centro dell'attenzione del regolatorio europeo. Ma questa volta il verdetto è di segno diverso...