Pillola dei cinque giorni. Fp-Cgil e Fp-Cgil Medici: “Basta oscurantismo, si applichino le decisioni della Commissione Ue”

Pillola dei cinque giorni. Fp-Cgil e Fp-Cgil Medici: “Basta oscurantismo, si applichino le decisioni della Commissione Ue”

Pillola dei cinque giorni. Fp-Cgil e Fp-Cgil Medici: “Basta oscurantismo, si applichino le decisioni della Commissione Ue”
Per il sindacato il Governo e il ministro Lorenzin devono intervenire con chiarezza nel dibattito su EllaOne, per fugare ogni dubbio. "Sarebbe insopportabile se di fronte al via libera delle istituzioni europee il nostro Paese, invece di rispettare le regole, facesse vincere ancora una volta una visione oscurantista”.

“Il Governo e la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin intervengano con chiarezza nel dibattito sull'EllaOne, la cosiddetta “pillola dei 5 giorni”, per fugare ogni dubbio. Sarebbe insopportabile se di fronte al via libera delle istituzioni europee il nostro Paese, invece di rispettare le regole, facesse vincere ancora una volta una visione oscurantista”.

Così Cecilia Taranto, Segretaria Nazionale Fp-Cgil, e Massimo Cozza, Segretario Nazionale Fp-Cgil Medici, intervengono in merito alle polemiche suscitate dalla decisione della Commissione Ue, giunta in seguito a un pronunciamento dell'Ema, l'agenzia del farmaco europea, che prevede la possibilità per le donne di acquistare la pillola contraccettiva senza prescrizione medica.
 
“Chi paragona un farmaco contraccettivo, che agisce entro 5 giorni da un rapporto non protetto, all'aborto, che è già regolamentato da una legge, opera una mistificazione che nulla ha a che vedere con la scienza medica. È un approccio oscurantista che rifiutiamo e al quale ci opporremo. È strumentale – aggiungono i sindacalisti – l'allarmismo su eventuali danni alla salute, visto che il farmaco ha superato i controlli dell'Ema, qualificata agenzia europea a questo preposta”.
 
“Il Governo dimostri di tutelare i diritti delle donne e di saper rispettare le regole. In questo caso, come per quel che riguarda l'obiezione di coscienza e le difficoltà che troppo spesso comporta per chi vuole interrompere la gravidanza, lo Stato non può conformarsi a precetti che ne minerebbero la laicità. Le priorità devono essere il diritto alla salute dei cittadini e la tutela della libertà di scelta. Principi costituzionali inviolabili – concludono Taranto e Cozza – non opinioni di singoli o di rispettabilissime associazioni”.

14 Gennaio 2015

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