Roma. Intervento rivoluzionario di microchirurgia ricostruttiva eseguito all’Ospedale israelitico

Roma. Intervento rivoluzionario di microchirurgia ricostruttiva eseguito all’Ospedale israelitico

Roma. Intervento rivoluzionario di microchirurgia ricostruttiva eseguito all’Ospedale israelitico
Ad un paziente di 48 anni, colpito al braccio destro da un liposarcoma dei tessuti molli, che aveva intaccato l'omero, è stato trapiantato, lo scorso 9 febbraio, una parte del suo perone, per colmare lo svuotamento osseo creato dopo la resezione del tumore. L'intervento è stato eseguito dal chirurgo ortopedico, Alessia Pagnotta, e dalla sua équipe.

Intervento rivoluzionario di microchirurgia ricostruttiva eseguito all'Ospedale israelitico di Roma dal chirurgo ortopedico, Alessia Pagnotta, e dalla sua equipe, in collaborazione con i chirurghi oncologi dell'Ifo, Roberto Biagini e Carmine Zoccali. Ad un paziente di 48 anni, colpito al braccio destro da un liposarcoma dei tessuti molli, che aveva intaccato l'omero, è stato trapiantato una parte del suo perone, per colmare lo svuotamento osseo creato dopo la resezione del tumore. Dopo cinque giorni di degenza, il paziente è stato dimesso e ora, dopo sei, otto mesi di fisioterapia, potrà recuperare la funzionalità dell'arto superiore.
 
L'intervento, eseguito il 9 febbraio scorso, è durato circa dodici ore. L'équipe di microchirurgia, guidata da Pagnotta, e formata da Jakov Molayem, Alessandro Greco, Lucian Marcovici, Giorgio Antonietti e Antonello Busetta, ha innestato, tramite una placca di titanio, una porzione del perone del paziente all'omero, che aveva subito una perdita di sostanza e di tessuti molli di circa dieci centimetri. Lavorando al microscopio con fili sottilissimi, spessi quanto un capello, i chirurghi hanno agganciato i vasi dell'omero ai vasi nutritizi del perone, consentendo così la ricostruzione della sostanza ossea perduta, invece di ricorrere alle protesi.

I tumori primitivi dell'osso aggrediscono spesso persone molto giovani e, in passato, costringevano all'amputazione dell'arto colpito. Un'altra tecnica prevede l'innesto con campioni prelevati dalle banche dell'osso, non vascolarizzati, che però non hanno lunga vita, specie in pazienti trattati con radioterapia e chemioterapia. L'intervento ricostruttivo, messo in atto dall'Ospedale Israelitico, è invece definitivo e per sempre, poichè, grazie al trapianto del perone osteovascolarizzato del paziente, permette di mantenere la vitalità dell'osso.

Sono pochissimi in Italia gli ospedali dove si effettuano questi trapianti. L'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, il Mayer di Firenze, il Gaetano Pini di Milano, l'ospedale di Vimercate, e ora l'Ospedale israelitico di Roma.

26 Febbraio 2015

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