Malattie croniche e pandemia. Psicologi del Lazio: per un paziente su tre difficoltà di comunicazione con il medico e cure a rischio

Malattie croniche e pandemia. Psicologi del Lazio: per un paziente su tre difficoltà di comunicazione con il medico e cure a rischio

Malattie croniche e pandemia. Psicologi del Lazio: per un paziente su tre difficoltà di comunicazione con il medico e cure a rischio
La ricerca ha interessato 113 soggetti tra i 20 e gli 86 anni, le delicate implicazioni di tipo psicologico prodotte dalla pandemia hanno indotto circa il 40% degli intervistati a ricercare un supporto specialistico. Tra coloro che vi hanno fatto ricorso, il 30% ha riferito un sentimento di angoscia e fragilità legato al timore di un peggioramento della propria condizione a seguito di una possibile trasmissione del virus e il 32% lamenta scarsa attenzione alle misure anti-contagio. Pubblicato dall’Ordine un eBook sulle buone prassi.

Durante la pandemia da Covid circa un terzo dei pazienti con malattie croniche ha faticato a comunicare con il proprio medico curante, mentre quasi uno su dieci ha addirittura smesso di contattarlo, mettendo seriamente a rischio la propria aderenza alle terapie. A rivelarlo è un’indagine realizzata dall’Osservatorio di Psicologia in cronicità in collaborazione con la Regione Lazio, presentata in occasione dell’evento “Emozioni in Cronicità ai tempi del Covid 19 – Ricerche e prospettive future”, organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio.

La ricerca, che ha interessato 114 soggetti con una età compresa tra 20 e 86 anni affetti da diverse patologie – tra le quali diabete, artrite, tumori, cardiopatie – ha evidenziato con chiarezza il peggioramento dello stato di salute e della condizione psicologica dei pazienti cronici durante il periodo di connesso all’emergenza sanitaria. A pesare, una molteplicità di fattori: le difficoltà di accesso alle visite e alle cure, il sovraccarico degli operatori, la mancanza di continuità assistenziale e il minore supporto relazionale percepito. In questo pur difficile scenario, l’11.4% dei pazienti ha invece riferito un miglioramento nella gestione della malattia, grazie anche alla riorganizzazione dei servizi a valle dell’emergenza.

Le delicate implicazioni di tipo psicologico prodotte dalla pandemia hanno indotto circa il 40% degli intervistati a ricercare un supporto specialistico. Tra coloro che vi hanno fatto ricorso, il 30% ha riferito un sentimento di angoscia e fragilità legato al timore di un peggioramento della propria condizione a seguito di una possibile trasmissione del virus; il 32% ha lamentato la scarsa attenzione alle misure anti-contagio nel proprio contesto sociale e lavorativo; il 32% ha faticato a vivere con rassegnazione i cambiamenti imposti dall’emergenza; il 5% ha manifestato preoccupazione rispetto alle proprie capacità di autoregolazione.

“I risultati dell’indagine – ha spiegato Mara Lastretti, Coordinatrice dell’Osservatorio di Psicologia in cronicità dell’Ordine Psicologi Lazio – hanno evidenziato come la Psicologia, attraverso la lettura dei vissuti e dei processi che regolano la vita di persone con cronicità e dei loro team, si sia dimostrata in grado di agevolare in modo significativo l’adozione di condotte virtuose. A tale riguardo, sul sito www.cronicita.ordinepsicologilazio.it/ è disponibile il primo eBook sui casi di buone prassi adottate durante la pandemia da team integrati dalla funzione psicologica”. I dati completi dell’indagine “Emozioni in Cronicità ai tempi del Covid 19 – Ricerche e prospettive future” sono disponibili sul sito dell’Osservatorio di Psicologia in cronicità (https://cronicita.ordinepsicologilazio.it/) e sulle sue pagine Social Facebook, Instagram e Linkedin.

07 Luglio 2021

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