Studi e Analisi

Parti cesarei. Dati controversi dalle SDO 2018: continua, anche se di poco, il calo ma in alcune Regioni il tasso aumenta. Campania ancora sopra il 50%, Trento sotto il 20%
Parti cesarei. Dati controversi dalle SDO 2018: continua, anche se di poco, il calo ma in alcune Regioni il tasso aumenta. Campania ancora sopra il 50%, Trento sotto il 20%
Studi e Analisi
Parti cesarei. Dati controversi dalle SDO 2018: continua, anche se di poco, il calo ma in alcune Regioni il tasso aumenta. Campania ancora sopra il 50%, Trento sotto il 20%
I dati sui parti cesarei contenuti nelle SDO 2018 appena pubblicate dal ministero della Salute mostrano un andamento in calo negli anni, anche se in alcune Regioni si registra un leggero aumento. I risultati migliori in Sicilia (-3,11%), Molise (-3,40%) e Trento (-3,09%). I peggiori, con percentuali in aumento, sono invece Veneto (+1,89%), Bolzano (+1,64%) e Marche (+0,89). In realtà però, con percentuali inferiori, l’incidenza percentuale sul totale dei parti è maggiore anche in Toscana, Valle d’Aosta, Piemonte e Lazio.
Emergenza-Urgenza nel pubblico e nel privato. Il focus Anaao sulle Regioni del Nord Italia
Emergenza-Urgenza nel pubblico e nel privato. Il focus Anaao sulle Regioni del Nord Italia
Studi e Analisi
Emergenza-Urgenza nel pubblico e nel privato. Il focus Anaao sulle Regioni del Nord Italia
Dopo lo studio pubblicato nei giorni scorsi che offriva uno sguardo di insieme sulla consistenza dei servizi e delle strutture sanitarie di emergenza del Paese, l'Anaao ha effettuato un approfondimento sulle singole aree geografiche italiane, cominciando dal Nord Italia. Ecco cosa ha scoperto. I DATI.
F.Florianello, R.Caron, C.Palermo
PD e Speranza: due strategie diverse per il futuro del Ssn
PD e Speranza: due strategie diverse per il futuro del Ssn
Studi e Analisi
PD e Speranza: due strategie diverse per il futuro del Ssn
A Contigliano il PD resta prigioniero del solito PD, cioè un partito neoliberista e contro-riformatore che oggi dice di volersi rinnovare fino a cambiare il proprio nome ma che, sulla sanità, non ha espresso nessuna intenzione di cambiamento e meno che mai è disponibile all’autocritica pur avendone fatto di tutti i colori. Il ministro Speranza, a differenza del PD, ammette invece la possibilità che la nave del Ssn possa affondare e parla di “cambio di passo in generale”
Ivan Cavicchi
La fuga dei medici verso il privato
La fuga dei medici verso il privato
Studi e Analisi
La fuga dei medici verso il privato
Con una committenza più governata le sirene del privato avrebbero maggiori difficoltà ad attrarre questi professionisti cui però il pubblico dovrebbe fornire più opportunità e maggiore attenzione. La revisione del DM 70/15 potrebbe essere l’occasione buona per una ridefinizione delle regole generali su classificazione delle strutture ospedaliere, mobilità sanitaria e governo della produzione dei privati che corrispondono a precisi punti del Decreto
Claudio Maffei
Le relazioni “fotocopia” del Cnel (1984-2019) offrono un ritratto impietoso dell’immobilismo riformista della sanità italiana
Le relazioni “fotocopia” del Cnel (1984-2019) offrono un ritratto impietoso dell’immobilismo riformista della sanità italiana
Studi e Analisi
Le relazioni “fotocopia” del Cnel (1984-2019) offrono un ritratto impietoso dell’immobilismo riformista della sanità italiana
Il CNEL nel 1984 in una audizione al Parlamento  sottolineava i problemi dell'applicazione della riforma sanitaria del 1978. Dopo 36 anni sempre il CNEL, questa volta nella sua Relazione al Parlamento per il 2019 (le audizioni di un tempo hanno assunto ora questa forma), ha ribadito praticamente le stesse criticità. Ecco cosa non andava (e ancora non va) nel 1984 e perché
Tonino Aceti
Ospedali. In dieci anni 3,5 milioni di ricoveri in meno. Urbani (Min. Salute): “L’assistenza ospedaliera sta cambiando e molte patologie non si curano più in corsia”
Ospedali. In dieci anni 3,5 milioni di ricoveri in meno. Urbani (Min. Salute): “L’assistenza ospedaliera sta cambiando e molte patologie non si curano più in corsia”
Speciali
Ospedali. In dieci anni 3,5 milioni di ricoveri in meno. Urbani (Min. Salute): “L’assistenza ospedaliera sta cambiando e molte patologie non si curano più in corsia”
La pubblicazione delle Sdo 2018 (Schede di dimissioni ospedaliere) è l'occasione per un bilancio su come stia cambiando l'assistenza in ospedale sia nei reparti per acuti che in quelli per la lunga degenza e riabilitazione. Dal 2008 a oggi meno posti letto e meno ricoveri in tutte le attività (tranne riabilitazione in crescita). Per il DG della Programmazione sanitaria del ministero è il risultato della progressiva innovazione tecnologica e terapeutica che sposta l'asse dall'ospedale a forme alternative di assistenza e infatti il territorio cresce. LE SDO 2018
Luciano Fassari
Specializzazioni. Le chirurgie sono sempre più al femminile. Lo studio di Anaao Giovani
Specializzazioni. Le chirurgie sono sempre più al femminile. Lo studio di Anaao Giovani
Studi e Analisi
Specializzazioni. Le chirurgie sono sempre più al femminile. Lo studio di Anaao Giovani
Forte la presenza delle donne in Chirurgia Toracica (61,7% F vs 38,2% M), Chirurgia Generale (57,2% F vs 42,7% M), Chirurgia Vascolare (54,8% F vs 43,5% M); Ginecologia (76,4% F vs 20,7% M). Resta forte il primato "rosa" nella classifica dell’Area Medica. Nell’insieme, le Scuole di Specializzazione a maggioranza femminile sono 33 pari al 67.33% del totale (49), suddivise in 17 di Area Medica, 5 di Area Chirurgica, 11 di Area dei Servizi. LO STUDIO
Degenza in ospedale. In Italia in media dura 8 giorni. In Europa siamo al 9° posto
Degenza in ospedale. In Italia in media dura 8 giorni. In Europa siamo al 9° posto
Studi e Analisi
Degenza in ospedale. In Italia in media dura 8 giorni. In Europa siamo al 9° posto
Lo rivela Eurostat che ha pubblicato i dati relativi al 2017. Il Paese in cui mediamente le degenze durano meno sono i Paesi Bassi (4,5 giorni) mentre quello dove sono più lunghe è l’Ungheria (9,8 giorni).
Chi è il “professionista specialista”?
Chi è il “professionista specialista”?
Studi e Analisi
Chi è il “professionista specialista”?
Per la prima volta viene in essere, fra “il personale laureato appartenente alle professioni sanitarie” (legge 43/2006, art. 6, I comma) la nuova figura del “professionista specialista” che costituisce qualcosa di più e di diverso e rappresenta le competenze oggi raggiunte attraverso i 90 master previsti dall’osservatorio delle professioni sanitarie
L.Benci, D.Rodriguez
Oms: le nuove sfide del decennio per gli “obiettivi di salute 2030”. Ecco quali sono e come affrontarle
Oms: le nuove sfide del decennio per gli “obiettivi di salute 2030”. Ecco quali sono e come affrontarle
Studi e Analisi
Oms: le nuove sfide del decennio per gli “obiettivi di salute 2030”. Ecco quali sono e come affrontarle
Oggi si  stanno compiendo progressi in molti luoghi, ma l'azione per raggiungere gli obiettivi non sta ancora avanzando alla velocità necessaria. Tedros (Dg Oms): "Con l'avvicinarsi della scadenza per gli obiettivi di sviluppo sostenibile del 2030, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha sottolineato che i prossimi 10 anni devono essere il "decennio di azione", che  richiede soluzioni accelerate sostenibili per tutte le maggiori sfide del mondo, dalla povertà e dal genere al cambiamento climatico alla disuguaglianza e alla riduzione del divario finanziario".
Le professioni sanitarie e la via obbligata del dialogo
Le professioni sanitarie e la via obbligata del dialogo
Studi e Analisi
Le professioni sanitarie e la via obbligata del dialogo
Il mio auspicio, confermando il mio compiacimento per il decreto del ministro Speranza istitutivo della Consulta delle professioni, come potete immaginare, è che la Consulta non si limiti a gestire il conflitto ma si adoperi per superarlo, facendo in modo che prenda forma quanto meno una ipotesi di riforma del lavoro senza la quale sono convinto che si resterebbe tutti nel flipper a sbattere come palline impazzite litigando tra di noi
Ivan Cavicchi
Quali scenari per la sanità italiana?
Quali scenari per la sanità italiana?
Studi e Analisi
Quali scenari per la sanità italiana?
È innegabile che anche l’Italia stia vivendo, come in realtà la gran parte dei Paesi europei, una profonda crisi economico-finanziaria che ci chiede di ripensare un modello di assistenza che sia compatibile e solidale con le esigenze dei cittadini, ma al contempo anche con quelle del contenimento della spesa, tale da assicurare, anche alle prossime generazioni, un’assistenza sanitaria pubblica e universale
Grazia Labate
Screening mammella. In Italia 40% delle donne non lo fa. In Europa siamo decimi in classifica
Screening mammella. In Italia 40% delle donne non lo fa. In Europa siamo decimi in classifica
Studi e Analisi
Screening mammella. In Italia 40% delle donne non lo fa. In Europa siamo decimi in classifica
Lo rivela Eurostat che ha stilato una classifica sulla percentuale di donne di età compresa tra 50 e 69 anni che sono state sottoposte a screening per carcinoma mammario. In Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Uk percentuali oltre il 75%. Malissimo la Romania (lo fa solo lo 0,2% delle donne). Italia al 10° posto in Europa.
Accanimento terapeutico e interruzione delle cure. Quale responsabilità per il medico?
Accanimento terapeutico e interruzione delle cure. Quale responsabilità per il medico?
Studi e Analisi
Accanimento terapeutico e interruzione delle cure. Quale responsabilità per il medico?
Del tema se ne occupano sia la legge 219 del 2017 (quella sul Consenso informato e le Dat) che il Codice di deontologia medica. Ma i due testi offrono ampi margini di discrezionalità interpretativa, a partire dallo stesso concetto di accanimento terapeutico. E la legge pare più restrittiva del Codice
Antonio Lepre
Gli ospedali in Italia, un patrimonio abbandonato
Gli ospedali in Italia, un patrimonio abbandonato
Studi e Analisi
Gli ospedali in Italia, un patrimonio abbandonato
A forza di parlare prevalentemente di distretti, di cure primarie, di territorio, abbiamo finito per relegare l’ospedale ai margini del sistema, cioè abbiamo finito per svalutarne noi per primi la sua importanza diventando, soprattutto ricordo certi anni, stupidamente “contro” l’ospedale
Ivan Cavicchi
Emergenza-urgenza. Il 91,5% degli accessi in pronto soccorso grava sugli ospedali pubblici
Emergenza-urgenza. Il 91,5% degli accessi in pronto soccorso grava sugli ospedali pubblici
Studi e Analisi
Emergenza-urgenza. Il 91,5% degli accessi in pronto soccorso grava sugli ospedali pubblici
È quanto emerge da un’analisi dettagliata sulle strutture ospedalierie pubbliche e private. I pazienti in emergenza che si rivolgono alle strutture private “equiparate” sono il 5,4% e quelli nelle Case di Cura solo il 2,9%. Questi dati sollevano la questione dell’accreditamento che necessiterebbe una profonda revisione, prevedendo che anche il privato accreditato con il Ssn faccia la sua parte nella rete dell’emergenza urgenza
F.Florianello, R.Caron, C.Palermo
Spesa farmaceutica e appropriatezza prescrittiva. Il ruolo del farmacista ospedaliero
Spesa farmaceutica e appropriatezza prescrittiva. Il ruolo del farmacista ospedaliero
Studi e Analisi
Spesa farmaceutica e appropriatezza prescrittiva. Il ruolo del farmacista ospedaliero
Pensiamo si possa e si debba discutere e confrontarci sui temi correlati all’appropriatezza prescrittiva tra figure professionali diverse. In tale contesto il compito del farmacista ospedaliero/territoriale del SSN è proprio quello di affiancare e sostenere i clinici nella migliore scelta terapeutica alla luce delle prove relative alle evidenze registrate
Roberta Di Turi e Giangiuseppe Console
La Calabria è la Beirut dell’assistenza socio sanitaria 
La Calabria è la Beirut dell’assistenza socio sanitaria 
Calabria
La Calabria è la Beirut dell’assistenza socio sanitaria 
Speranza cercasi in Calabria. Una ce l'ha regalata la DDA di Catanzaro. L'altra è insita nel cognome dell'attuale ministro della salute e, soprattutto, fondata sulla sua storia politica e la sua sensibilità sul tema. Io ci credo, nonostante le debolezze dimostrate nel lasciare in vigenza un provvedimento dagli effetti macabri
Ettore Jorio
Prendersi cura di chi cura
Prendersi cura di chi cura
Studi e Analisi
Prendersi cura di chi cura
In questi ultimi anni si sta assistendo ad una strisciante sindrome in grado di minare le fondamenta del SSN: riguarda l’uscita dalle strutture pubbliche di molti professionisti che non reggono più le condizioni di lavoro e di vita personale imposte dalle proprie organizzazioni. È la sindrome da uscita:
M.Brunetti, V.Solfrini, N.Dirindin
La “gogna” e la deontologia delle ambulanze
La “gogna” e la deontologia delle ambulanze
Studi e Analisi
La “gogna” e la deontologia delle ambulanze
L’Ordine dei medici di Bologna si è inventato la “deontologia dell’ambulanze” e con questo ci ha costruito un caso mediatico, non certo deontologico. Ma ha perso la partita e non riconoscendo la sconfitta reitera nell’errore. La deontologia medica è altra cosa e nasce limitata e non riconosce alcuna pubblica gogna
Luca Benci
Nuovi “compiti” non significa necessariamente nuove “funzioni”
Nuovi “compiti” non significa necessariamente nuove “funzioni”
Studi e Analisi
Nuovi “compiti” non significa necessariamente nuove “funzioni”
Il sistema dei profili professionali esistenti, stante la logica per funzioni che li caratterizza, potrà essere strumento idoneo ad accogliere i nuovi “compiti” dei professionisti esperti senza dover modificare le funzioni così come sono previste nei profili stessi
Daniele Rodriguez
Informazione e consenso informato. Non sono la stessa cosa
Informazione e consenso informato. Non sono la stessa cosa
Studi e Analisi
Informazione e consenso informato. Non sono la stessa cosa
L’informazione è solo una parte del processo di comunicazione con il paziente propedeutico all’espressione di un consenso libero e informato. La comunicazione non è solo dare informazioni, implica anche l’ascolto del paziente, la risposta alle sue domande, la verifica che abbia compreso quanto gli è stato detto. Il consenso è la base della relazione di cura, che si instaura tra medico e paziente e che vede coinvolti gli altri professionisti della sanità in un lavoro in equipe
Donata Lenzi
Ho molti dubbi sulla capacità di Speranza di “rafforzare” il Ssn
Ho molti dubbi sulla capacità di Speranza di “rafforzare” il Ssn
Studi e Analisi
Ho molti dubbi sulla capacità di Speranza di “rafforzare” il Ssn
Ministro si metta nei miei panni, ma come faccio a credere che lei riuscirà a “rafforzare” il SSN quando: chi lo dovrebbe rafforzare è lo stesso che in questi anni con scelte sbagliate lo ha così tanto indebolito? Non ha nessuna, dico, nessuna cultura di riforma, per rendere diversamente pubblico il sistema pubblico? E sui fondi, il PD, o se preferisce Leu, cioè il PD senza Renzi, intende andare avanti senza fare nessuna autocritica sugli errori neoliberisti del passato?
Ivan Cavicchi
Annuario Istat. Siamo tra i Paesi più vecchi al mondo. Nel 2018 record negativo delle nascite
Annuario Istat. Siamo tra i Paesi più vecchi al mondo. Nel 2018 record negativo delle nascite
Studi e Analisi
Annuario Istat. Siamo tra i Paesi più vecchi al mondo. Nel 2018 record negativo delle nascite
Pubblicato l’abituale compendio statistico Istat con i dati dei più rilevanti fenomeni di interesse sociale ed economico. Diminuisce il numero dei decessi. La speranza di vita alla nascita (vita media), dopo la battuta d’arresto tra il 2016 e il 2017, riprende ad aumentare attestandosi su 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine nel 2018. IL VOLUME INTEGRALE
A chi spetta l’informazione al paziente? Ecco perché non sono d’accordo con Benci e Rodriguez
A chi spetta l’informazione al paziente? Ecco perché non sono d’accordo con Benci e Rodriguez
Studi e Analisi
A chi spetta l’informazione al paziente? Ecco perché non sono d’accordo con Benci e Rodriguez
La loro tesi, secondo la quale l’informazione spetta ad ogni professionista sanitario e non solo al medico, è assertiva e categorica e per come ci è proposta non ammette dubbi. In realtà non è così. Quello che loro sostengono è una discutibile quanto opinabile forzatura della normativa disponibile
Ivan Cavicchi
Piano nazionale prevenzione. L’importanza di avere abitazioni sane, sicure ed ecocompatibili
Piano nazionale prevenzione. L’importanza di avere abitazioni sane, sicure ed ecocompatibili
Studi e Analisi
Piano nazionale prevenzione. L’importanza di avere abitazioni sane, sicure ed ecocompatibili
Il nuovo Piano nazionale per la Prevenzione 2020-2025 punta sulla sinergia tra governance delle aziende sanitarie e Comuni al fine di orientare opportunamente rispetto alla domanda di salute che ci viene dalla popolazione l’elaborazione dei regolamenti di igiene edilizia.  In una specifica linea di azione viene poi chiaramente declinata la necessità di avere abitazioni sane, sicure ed ecocompatibili.
Domenico Della Porta
Con il nuovo Patto per la salute, passo avanti sul finanziamento ma sulle diseguaglianze non convince
Con il nuovo Patto per la salute, passo avanti sul finanziamento ma sulle diseguaglianze non convince
Studi e Analisi
Con il nuovo Patto per la salute, passo avanti sul finanziamento ma sulle diseguaglianze non convince
Lo sforzo del Patto, quello tangibile, lo vedo soprattutto sul terreno della determinazione del fabbisogno e su quello delle risorse professionali, ma sul terreno della lotta alle diseguaglianze per me non è convincente. Le sue logiche sono vecchie e superate
Ivan Cavicchi
Tutte le “assurdità” dell’Ecm. Un sistema da rivedere profondamente
Tutte le “assurdità” dell’Ecm. Un sistema da rivedere profondamente
Studi e Analisi
Tutte le “assurdità” dell’Ecm. Un sistema da rivedere profondamente
Nessuna correlazione tra specializzazione e crediti, nessun criterio per equo riconoscimento crediti, nessun credito per partecipazione a progetti ricerca, nessun riferimento ad indici bibliometrici internazionali di produttività scientifica, poca trasparenza sulle credenziali scientifiche dei provider e altro ancora. Ecco perché serve una profonda riforma del sistema
Giovanni de Girolamo
L’informazione al paziente spetta ad ogni professionista sanitario, non solo al medico
L’informazione al paziente spetta ad ogni professionista sanitario, non solo al medico
Studi e Analisi
L’informazione al paziente spetta ad ogni professionista sanitario, non solo al medico
La relazione di cura non riguarda esclusivamente il medico, ma è estesa alla equipe sanitaria comprendente i vari professionisti sanitari. Conseguentemente, i professionisti sanitari partecipano a tutte le attività che contribuiscono a realizzare la relazione di cura e che si basano sul “consenso informato”, vale a dire sul conferimento dell’informazione e sulla raccolta del consenso
D.Rodriguez e L.Benci
Italiani sempre più longevi: nel 2018 toccato il massimo storico con media una di 82,3 anni alla nascita. Il rapporto Bes 2019
Italiani sempre più longevi: nel 2018 toccato il massimo storico con media una di 82,3 anni alla nascita. Il rapporto Bes 2019
Studi e Analisi
Italiani sempre più longevi: nel 2018 toccato il massimo storico con media una di 82,3 anni alla nascita. Il rapporto Bes 2019
In media 80,9 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne. Al Nord si vive un anno in più rispetto al Sud. Ma il gap sale a 3 anni se si considera la speranza di vita in buona salute alla nascita che a livello medio nazionale si ferma a 58,5 anni. Prosegue poi la riduzione della mortalità infantile e di quella per tumori. Nota dolente quella sulla diffusione di stili di vita più salutari che procede a rilento, con l’unica eccezione della percentuale di persone sedentarie. IL RAPPORTO BES 2019